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labbra

Vorrei affondare

Nel dolce mar dei tuoi occhi

Amo la tempesta.

Giuseppe La Mura feb 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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non ho

mai fatto tardi a nessun appuntamento.

eppure,

ho conosciuto dei rifiuti

che m’hanno lasciato in bocca

il sapore dell’inganno.

come se

avessi sbagliato tutto io,

come se fossi io in ritardo cronico,

come se fossi sbagliato in tutto.

poi col tempo,

quando ho imparato a leggere il tempo,

ho visto i mille volti delle ipocrisie,

ho scoperto che era soltanto un inganno.

Mentre ero lì,

gli altri non erano mai giunti a quell’appuntamento,

eppure,

avevano giurato di esserci venuti.

Il tempo,

ha bisogno del tempo

perchè non lo inganni  mai.

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lavasciuga

tutti i giorni un programma diverso

tutte le mattina una scelta da fare

vestiti delicati e bianchi sporchi di vita

abiti da lavoro intrisi d’anima

e l’amore,

in quale programma va messo?

a mollo per togliere le macchie?

oppure lavato in candeggina per cancellare una vita?

ogni giorno è così

e star lì a pensare è già una perdita di tempo

e intanto l’acqua va via

porta con se tutto,

ma il cuore no.

resta lì a battere tutti gli istanti nel petto,

i ricordi, gli errori, i baci mai dati

gli amori

mai iniziati, quelli finiti,

e un giorno si romperà d’improvviso

anche questa lavasciuga

e metterò a stendere questo foglio bianco

lo strizzerò

e resterà appeso ad una molletta ben stretta

che il vento non lo porti via

 

 

E così corre il tempo

In salita

Tra giorni si e altri no

troppi che parlano di no

di sconfitte e rifiuti, in verità.

indicano la strada, mi dicono gli altri,

da perderci la testa

come tuffarsi in un caffè nero

un mare caldo di velluto

Dove senza alcun senso

Rotola e scende giù la vita.

Si ma gli altri cosa ne sanno della mia vita,

dico io,

e allora lascio tutto al caso.

La sveglia allontana il pianto notturno,

la doccia fredda lava via le lacrime calde,

un fiume calmo in piena,

mormora silenzioso,

e nessuno mi sente.

Ma intanto

il sale del mare resta sulla bocca

Il lavoro piega le dita

E su di un foglio

fingo la speranza

un sogno per poter andar via.

Ma il letto

Mi attende,

lì, come uno specchio rotto

dove restano pezzi di un amore

Dove osservo le cicatrici mai chiuse

I dormono sotto l’effetto di anestetizzanti

miei sogni infranti.

Dove mi accorgo dell’ipocrisia

Che germoglia nel dolore

l’unico fiore

di questa eterna fredda primavera.

 

Giuseppe La Mura set 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

io

tu

ferma lì

una barca con le vele spiegate in alto mare

Le lenzuola bianche ti avvolgono

E lì scrivi pagine di vita piena di poesie

Inutili, come i giorni incessanti

Come onde marine che portano via.

tu

così piena d’amore

e ancora sola

Navighi per giorni

senza mai trovar pace

perchè sai

che la pace

come l’amore

non c’è.

 

Giuseppe La Mura set 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Il tempo scorre

Fiumi di emozioni si rincorrono nel cuore

L’amore è in quell’attesa che logora

Nella cenere che resta d’una sigaretta

Il tempo e l’amore

Non s’incontrano mai

Sono i baci sprecati

Gli abbracci mai dati

Sono sogni che frantumano in mille pezzi la ragione.

E l’attesa logora

Aspetti nella stazione

da una parte il treno

dall’altra l’amore

Entrambi corrono

Ma in direzioni opposte.

 

Giuseppe La Mura set 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web