Non Farmi Scappare

luna

 Introduzione –

Mi stavo separando e non c’era più nulla di reversibile in quel legame che si stava sciogliendo. Ero come la cima di una nave che viene lasciata cadere in acqua, nel silenzio profondo del mare. Abbandonata e mai più recuperata. Ero tutto ciò che non non c’era più. Il riassunto di giorni persi, andati, partiti via per sempre. Ero lì con un bagaglio nel Cuore troppo pesante per riuscire a stare sul pelo dell’acqua e respirare. Cadevo inesorabilmente giù, dentro di me. Erano giorni dove la solitudine era la compagna più fedele che ritrovai accanto a me, con gli occhi lucenti e brillanti come fossero diamanti nati da lacrime di mare. Giorni dove imparai ad accettare la Vita, un nuovo libro da scrivere ma senza pagine, senza penna, senza alcuna copertina. Ero senza rimpianti, senza odio, senza rabbia, ero spogliato del mio ego, dell’orgoglio, delle paure, ero solo come il cuore, come l’Anima, come i miei occhi persi nell’assoluto del vuoto, ero senza più alcuna sorta di dolore corporale.

Giuseppe La Mura ago 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

 

 

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