Sentirsi soli, quando si è tra la gente. Guardo e non capisco cosa cercano, cosa vogliono, cosa dicono con quei loro occhi. Sembrano illuminati, di luce propria. Ma basta osservarli nei piccoli gesti e capire che stanno muovendosi senza accorgersene che sono sul ciglio della loro vita, sapere in quale burrone stanno precipitando.
Io li vedo cadere, perchè sono già caduto e precipitato, numerose volte, nei miei dannati inferni, tutti diversi, nelle mie vite precedenti.
Sono risalito, sono rinato, forse sono già morto e per sempre e tutto ciò che vedo, guardo, sento, è frutto di una mia fervida percezione, immaginazione.
Pochi sono risaliti a fatica, come me. Molti li ho lasciati giù, nella indifferenza della loro vita, non hanno cercato di dare un senso, eppure era lì davanti ai loro occhi.

deserto

c’era un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore

soffiava in ogni direzione
tirava da destra
spingeva da sinistra
non capivo da quale parte venisse
inebriava al punto da confondermi
mischiarmi il sangue col dolore.

c’era un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore

e non sapevo come fermarlo
come calmarlo come lasciarlo andare via libero di me
eppure le finestre le imposte
le avevo lasciate tutte aperte
non riesco ad opporvi resistenza
perchè non avrebbe alcun senso legarlo

c’era un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore

non riesco a capire da dove arrivi
se non ho speranze se non lo nutro di illusioni, false canzoni
se non lo alimento di vane incertezze
vorrei capire come riesce a sopravvivere ancora
al logico cinismo, al freddo del mio abbandono.

c’era un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore.

capelli

Sentii arrivare la tempesta
riconoscevo da lontano
il sapore dell’amarezza,
l’odore delle conchiglie
che giacciono inermi e distese sulla spiaggia.

L’odore forte e iodato, pungente,
l’essenza viva della spuma del mare,
quella che lenta ti scende nei polmoni,
che a malapena riesci a respirare.
Il profumo dolce della sconfitta, quello della disfatta.

L’aroma pungente dei pini marittimi,
appena dopo le piogge.
Una devastante armonia di resine e lamponi.
Era una meravigliosa tempesta, Lei.
forte più delle altre.

Sapeva di giocare bene
con le sue gambe poggiate
appena delicatamente sull’Anima.
Quei tacchi e le spine erano spilli infilati nel cuore,
penetravano in silenzio i pensieri senza indurmi alcun malore.

Anestetizzava i dolori, sospendeva le parole.
La sentivo, arrivava da lontano.
ticchettare, salire morbida e sinuosa le scale,
attraversare il corridoio, un orologio preciso
quel suo tondo sedere.

Profumava d’amore la sua Pelle,
prima di entrare in camera, la annusavo in lontanza.
Ci consumavamo a morsi voraci e densi
le pareti, le lenzuola, i colori,
fino ad arrivare a mangiarci i Cuori.

Lei adorava i miei silenzi, i miei sguardi persi
sconfitti perdutamente dalla sua arma devastante,
quei suoi occhi disarmanti,
poggiati sulla Sua indomita Anima,
Maledettamente Incendiaria di pura passione.

Era un nemico,
da affrontare, abbracciare, consumare, baciare.
Ed era solo per me, in quegli istanti senza tregua.
Desideravo solo donarle il mio Amore,
fino a spegnermi, distruggermi, per nutrire Lei.

E dello stesso mio stesso Cuore,
Lei avrebbe fatto pezzi, piccoli,
poi dispersi e incendiati
nel Blu di quei suoi occhi,
tratteggiati di folle indomito Amore.

 

 

Oí la tormenta que viene
Reconocí de lejos
el sabor de la amargura,
el olor de las conchas
acostado indefenso y tendido en la playa.

El olor y el yodo fuerte, escozor,
viva la esencia de la espuma del mar,
que reducir la velocidad en los pulmones,
Casi no puedo respirar.
El dulce aroma de la derrota.

El penetrante aroma de los pinos,
justo después de las lluvias.
Un devastador resinas armonía y frambuesas.
Fue una tormenta maravilloso, usted.
más fuerte que el otro.

Sabía que estaba jugando bien
con su reposo piernas
simplemente suavemente en el Alma.
Esos tacones y tapones pasadores fueron metidos en el corazón,
pensamientos silenciosos penetrado me llevan sin ninguna enfermedad.

Se anestesió el dolor, la suspensión de las palabras.
El fieltro, venía de lejos.
garrapata, suave y sinuosa subir las escaleras,
cruzar el pasillo, un reloj de precisión
que su culo redondo.

Olía a amar su piel,
antes de entrar en la habitación, husmeando en la distancia.
Hay Nutria muerde voraz y densa
las paredes, las hojas, los colores,
hasta llegar a comer hasta el corazón.

Le encantaba mi silencio, con los ojos perdidos
irremediablemente derrotado por su arma devastadora,
esos ojos desarme,
descansando en su alma indomable,
Maldita incendiaria de pura pasión.

Era un enemigo,
a cara, abrazar, disfrutar, beso.
Y eso fue sólo para mí, en esos momentos sin descanso.
Sólo quería darle mi amor,
extinguir, destruirme, para alimentarte.

Y mi corazón el mismo,
Ella habría hecho pedazos, pequeño,
luego se dispersa y quemado
Azul en esos ojos,
La neutralidad amor indomable.

verde.jpg

-“star in silenzio,
e sentir il tuo battere vitale,
la tua essenza di vivere, palpitare dentro di me,
è un bellissimo miracolo”-

disse Lui sussurrando.

-“certo, sono viva,
cosa pensavi fossi morta”-

lui sorrise e pensò nella mente:

“la saggezza di questa Donna,
è più romantica dei miei romanticismi,
mi basta sentirla,
mi basta ascoltarla,
mi basta,
dona tutta la sua Anima,
senza neanche accorgersene”-

e teneramente la baciò.

baci

ed era ridicolo quando facemmo sesso
ed era ancor più ridicolo
pensare a tutte quelle stupide frasi d’amore.
parole gettate a casaccio
solo per conquistarci
per portarci a letto.
mentre tu ti aggrappavi alle tue armi
graffianti feline avide,
bramose di senso di appartenenza,
di dominio,
di stupida conquista,
io spendevo energie per sembrarti bello.
Che ridicoli Noi.
lo sapevamo già in partenza
che non sarebbe durata,
che l’Amore e’ uno scherzo, una magica illusione,
un’ora di felicità e anni di sofferenze inutili e terribili.
Lo sapevamo già che sarebbe stata una partita a scacchi,
senza vinti e vincitori,
di lacrime versate ed occhi gonfi di solitudine e amarezza.
sapevamo che non esisteva un Noi,
che è tutto costruito dalla nostra forza di immaginazione,
castelli in riva al mare.
Le tue pareti dell’Anima erano
tappezzate di ricordi e sofferenze,
e con me speravi di non patire più.
Io avevo le pareti del Cuore intrise di sesso
di conquista, di passione,
ero carne che puzzava già di insulsa vanità.
Che ridicoli, Noi.
Illusionisti e prestigiatori a buon mercato.
Questa ennesima batosta dalla vita
ha lasciato un solco profondo.
ha lasciato me e te in esilio da Noi,
sulle rive opposte,
ci ha rimessi proprio lì,
nell’esatto punto di partenza.
Oggi siamo carichi di rancore, l’una verso l’altro,
siamo pieni di rabbia per le nostre paure,
radici mai estirpate in precedenza
e rinate da questo annunciato insuccesso,
siamo protagonisti di un film vero,
non quello dei sogni.
Ma siamo ancora legati,
non dalla conquista,
ma dalla consapevolezza di ciò che è stato,
del fiume che è passato sotto il nostro ponte.
E siamo certi,
in questa nuova attesa,
fatta non da speranze e incertezze,
ma da tristezze e abbandoni,
che un bacio,
l’attesa di sfiorarci nuovamente le labbra,
ci ucciderebbe di nuovo dolore.
I baci
sono gocce di amore vero,
essenze, profumi, sensazioni,
gesti densi di calore, perdòno,

Un bacio,
è l’attesa di una speranza,
è un arcobaleno fatto di lacrime,
e anche se fosse l’ultimo,
sarebbe immenso quanto il primo.
ognuno riprenderebbe la propria strada, di prima,
quella della vita,
alla ricerca di nuovi baci.

 

-” e dove c’incontriamo?”-
-“al solito posto, tu e io, persi in città, tra la gente, appoggiando le nostre piccole paure, sfiorandoci i cuori con le labbra, incontriamoci in un lunghissimo interminabile bacio, incontriamoci proprio là”-
-“Si ne ho voglia, arrivo, subito”-
mi svegliai, stropicciando gli occhi, ancora un altro pò, pieni di inutili lacrime.
Tu, eri già in città a baciarti e non con Me.