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Potrai sempre berti quei giorni

quando arriverà il freddo e non saprai come scaldarti,

potrai assaporare l’innocenza dell’amore

come se bevessi per la prima volta il vino.

il suo sapore lo percepirai quando il bicchiere resterà vuoto.

e tu

lascerai i contorni delle tue labbra sul bicchiere

come quando lasciasti il rossetto rosso e caldo sulle mie labbra.

e ora che la mia bocca è vuota

assaporo l’amore che c’era,

il tuo nome che cerco ancora

tra i miei silenzi

tra le nude parole

che ho dentro al cuore dall’alba al tramonto.

aspetto tutti i giorni che venga presto sera

per ricordarmi nel lato vuoto del letto

il prosecco, le risate e i baci, la tua voce calda e le sigarette

E tutto quel calore che hai saputo darmi solo Tu.

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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E così arrivò l’autunno

i colori si smarrirono lungo i viali d’un tramonto

Restiamo tinti d’arancio e giallo.

Le matite

Con le quali dipingemmo l’estate le consumammo

ma non dimenticammo i nostri baci incisi nel cuore.

Quelli restano lì,

Inchiodati come foglie alle radici

Come il verde lega la speranza

e mi ricordano e mi parlano sempre di Te

di quando eravamo a letto

di quando fumavano dopo aver fatto all’amore

Degli abbracci e dei silenzi

Del prosecco e dell’ardore.

Ni ricordo i tuoi baci

Dati di nascosto ti sotto le coperte

avvolti come nodi

Che si stringono alle bianche lenzuola

Mi ricordo i nostri corpi nudi

A scrivere indelebilmente

Cosa fosse per noi il calore dell’amore.

E ora vedo una panchina

vuota,

e le riempio dei ricordi che ho di noi

Di Te

che prendi le mie infreddolite labbra

e le porti sulla tua bocca

a raccontarmi i segreti del tuo cuore

a farmi vedere le tue nude fragilità di Donna.

Quanto sei bella,

Dio mio,

non sapevo che potessi mancarmi così tanto

da impazzire, da sognarti, da desiderarti

Da amarti sempre

e oggi ancora di più.

sei sempre qui con me,

non ti lascerò mai,

Perchè sei tutto per me

Tutto quello che ho voluto

E che ora non ho

perchè è con Te che ho fatto l’amore l’ultima volta

e non voglio dimenticarti mai più

anche se non mi hai voluto

E non mi cercherai più.

 

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Amarti

È nel vederti cos’hai dietro gli occhi

E sentire che sprofondi dentro

Nell’inconsistenza dei miei silenzi

Nel vuoto che lasci

Quando mi lasci,

 E porta via tutto di Te,

Tranne i profumi

Che restano appiccicati come i tuoi occhi

Sulla mia pelle.

Ti prendi i miei desideri

Li lasci posare sulle tue labbra

E non li mordi.

Li assapori soltanto.

Lasci che intraveda le tue gambe

Svolazzi via quella veste e la camicia appena aperta

Che a malapena racchiude i tuoi seni caldi.

Cosi mi fai morire

Mi prendi e mi tieni sospeso

Arrapandomi il Cuore.

 

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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L‘odore di vita addosso

il profumo dell’amore e del sesso

di due mondi opposti,

la luna e il sole

il giorno e la notte,

combaciano nei pensieri

che vivono sospesi

così come i baci sulle labbra.

L’odore di femmina che ti porti dentro

del carisma e dei sogni

delle delusioni e delle lacrime

l’odore di vita

lo sprigioni dagli occhi,

dalle parole che scrivi,

che lasci sul tuo cammino.

L’odore della passione

lo celi nel cuore

nel letto

dove vivi te stessa mentre fai l’amore.

 

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Ci sono istanti

Che durano quanto un lampo

un respiro.

Son brevi

ma ti danno il senso della vita.

Sono attimi dove il dolore e l’amore riconciliano

Dove i veli cadono

Luoghi sconosciuti dove potremmo incontrarci

Dove il pudore ha i colori della passione

Dove il corpo parla in silenzio

Dove il piacere è come il burro sul pane caldo

Dove un bacio diventa una scala per salire nel cielo

Dove la tenerezza è nelle nuvole

E il mare celeste al tramonto si tinge di rosso

Il mondo capovolto

Il mare nel cielo

Tu che mi vuoi e mi prendi

Come s’io fossi vino

E tu vuoi solcare l’ebrezza dell’amore

È un istante, se lo vuoi.

È un istante bere come amare

È dolce e aspro il retrogusto

È il difetto che ci trovi che ti piace

E per questo

Non dovresti pensare

Ma solo farmi l’amore.

 

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Sexy woman at the pool table.

Dalle un motivo

per mettere in buca questo giorno.

Se per due punti passa una sola retta

e per uno infinite rette,

quante saranno le emozioni

che le avranno trapassato il cuore in questo giorno?

Dalle un motio

per credere nell’amore

dalle un bacio

un ricordo

una fortissima emozione

un colpo di fulmine

una carezza

la tua mano

che possa posarsi delicatamente sulla sua mano.

Se fossi io

ti abbraccerei con lo sguardo

ti attraverserei le labbra coi silenzi pieni di di parole

come fa il sole quando ti penetra gli occhi

come fa l’amore

che ti trapassa da parte a parte il cuore.

 

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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y=f(x)

così nasce anche l’amore

uno studio di funzione

studiarsi per capirsi se la soluzione

è nella finzione.

Tutto sta nel trovare

l’esatto valore da assegnare

all’incognita,

al valore da dare alla passione.

E lei era così

aveva più di un’incognita,

uno studio tangente il cuore

un libro chiuso in un sospiro

un punto fermo, un sole dentro un cerchio.

Aveva una costante

cercare un uomo che l’amasse

che le risolvesse si suoi problemi di Donna

fino al punto da provarci

fino conoscerla nel profondo

per capire se avesse uno spazio nascosto

dove nascondesse l’amore.

Dolce, malinconica e perversa

giocava a sfilarsi le calze sulle gambe

e le lasciava cadere

come il sole illude gli amanti al tramonto

mentre si spogliano di se stessi

e cadono nell’abbraccio del mare tinto di vino rosso

Era una solitaria

che conosceva benissimo il gioco dell’amore

che è quello di addolcire gli uomini come il tempo

Amava mischiare la logica col cuore

irruenta ed istintiva

una femmina inscritta in una donna

amava a tal punto la vita

che ogni sua malizia

poteva essere l’incognita giusta,

la mela giù dall’albero,

e farsi catturare in un sol bacio

dove metteva tutto l’ardore per la vita

mentre godeva e faceva vivere l’amore. 

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La vita vorrebbe rapirti

portarti via dalla realtà

e ti capita di sognare ad occhi aperti

ma resti coi piedi per terra

e guardi i sogni

che si allontanano come fantasmi.

nei tuoi occhi c’è la luce

e nessun vento potrà mai più spegnere

il fuoco della vita

che ti abita il cuore.

 

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web