capelli

Sono così

Senza fronde

Foglie ormai inutili e secche

Le ho lasciate cadere

Non le ho più tenute tra le mani

Trattenevano respiri del sole

Disperdevano la luce pure che ora dono a Te.

Il vento mi trapassa

E non lascia più alcun rumore di me

Ascolti il mio silenzio

In un corpo nudo dove vive un’anima

Vestita di un cuore che batte solo per Te.

 

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Annunci

#piccoleStoriediAmore

due

– “Prima o poi finirà secondo te il bene che ci lega? E come ce ne accorgeremo? Me lo dirai, ne parleremo, mi dirai se il tuo cuore non batte più per me? E mi dirai perchè non batte più per me? Dove ho sbagliato, dove non combacio a te perfettamente? E se battesse per un altro? Me lo diresti prima di lasciarmi? Ci proverai a farti davvero riprendere da me? Scapperai e sarà un gioco d’un addio che sa di ritorno per amarci ancor meglio, un altro po? E se l’attrazione finirà tu te ne andrai per altre attrazioni? Non ci crederai più in noi? E credi che riuscirei a capirti e comprenderti visto che ti amo? Insomma, visto che non lo penso ma mi dici così, mi è legittimo pensare che per te è già finita? Guardi coi tuoi occhi di donna già al domani, guarderai il futuro dai tuoi occhi non più illuminati dalla nostra speranza? Avrai certezze e mai un briciolo di dubbio e poi che tutto sarà un continuo amarsi fino a quando, tolta l’attrazione la passione la novità, resteranno la fiducia la complicità l’intimità la sincerità? Ci crederai nella nostra capacità di annientare l’amore e mettere tutto di noi in discussione per essere più belli e foriti di prima? Crederai che un tradimento si possa evitare semplicemente parlandosi e dicendosi proprio tutto in totale sincerità, soprattutto nei momenti di fragilità, nelle paure, nelle incomprensioni, per non perdersi mai, fino ad arrivare a dirsi, prima di tradirsi che si è presi da un altro? A cercare aiuto perchè nessuno vuol commettere più gli errori di un terribile oramai passato?
Io per te farei di tutto pur di non perderti, scriverei anche una poesia d’addio per farti capire cosa vuol dire quando accetti tutto dalla vita, anche la propria morte nel Cuore. E che non esistono tribunali e avvocati che decidono per te, me, nessuno, con la magica fottutissima formula del “consensualmente”, e che è giunto il mio tempo per farmi da parte perchè, senza un valido perchè, tu hai deciso che nel tuo cuore non c’è più posto per me?”

…”Sono piccole storie
In ognuna un viaggio in bilico
Tra sogno e speranza
Fatta di realtà e poi partenza.
Dove ci lascio un pezzetto di cuore
E mi ritrovo solo
Una valigia rossa
Dalle fattezze rotta
Perchè stretto entra un nuovo dolore”…

-“Sarebbe bello incontrarsi ciascuno che viene da un viaggio precedente e perso nel proprio dolore. Non ci sarebbero passioni e il fragile sesso come fondamenta,
e nemmeno tanti sogni e speranze da mettere a cuocere sul fuoco in una cucina d’una casa inesistente. Ne quadri o mobili nuovi da acquistare. Sarebbe bello mangiar per terra e condividere un pezzo di cielo, lasciarsi mordere dall’unica fame, quella di volersi bene. Sarebbe bello rinunciare alle capacità che ognuno possiede delle leve che agitano e smuovo mondi fatti di dei sensi di colpa. Ci potremmo fare un fuoco coi rami secchi dello stupido orgoglio e un antidoto per curarci dalla velenosa ipocrisia. Sarebbe semplice vivere di dialoghi e nutrirsi delle lacrime e dolore dell’altro. Sarebbe bello percorrere giorno dopo giorno un pezzo di strada insieme, in bilico perenne tra come sono io e come sei tu. E aspettare il tramonto, per capire se anche domani ci sceglieremo e saremo ancora accanto aspettando l’alba, nell’attesa d’un sogno da vivere insieme un altro giorno ancora”

-“io non ho nulla da darti, sono caduto e fallito in tutto, nelle cose più semplici e mi resta da scrivere solo poesie, perchè io vivo lì grazie a te, tu sei nelle parole di quelle poesie, tu sei nelle emozioni che vivo, sei in tutto ciò che mi rimane di più caro, il respiro, il battito, sei il mio unico pezzo di cuore. Il resto non ce l’ho più, l’hanno preso, disprezzato, venduto e gettato via, perchè per gli altri io non servivo più a nulla”-

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

seno

Il giorno

Lentamente cade giù.

Gli occhi per un attimo restano sospesi

Poggiati su di un campo bianco

Sui tuoi fiori incendiati di porpora e rosso

Dove si dispwrdono sulle valli tra tuoi seni.

E l’ombra caduca del giorno

Cade sulla nascente notte

Il limbo dolce dove vagano i pensieri.

 

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

treno

Affidi l’Anima al silenzio

Una strada da percorrere nel buio

Che corre su due lame lucenti

Partono dall’infinto

E portano dritto al cuore.

Sai cos’è

Ma non lo chiami Amore

Vuoi raggiungerlo d’improvviso

Gettar via fardelli e valigie di cartone

Guardar oltre un cielo grigio di dolore

Abbracciarlo con un tenero sguardo

Posarvi gli occhi pieni zeppi d’un lungo viaggio.

E Lasciar un pacchetto senza troppo clamore

Prima che si volti e s’accorga di te

Baciarlo come il vento accarezza il mare

Quando poggia le labbra tra cielo e onde

E Disegna tutte quelle curve

Le forme del cuore.

 

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

termo

Si ripongono i sogni

Come fogli in un cassetto

Prima che l’alba illumini il mattino

E il vento rubi portando tutto via.

Gli adolescenti vivono appena di notte

Con un libro negli occhi

Tu sei lì

Accanto a me

E io con l’amore dell’anima solitaria nel cuore.

 

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

sigare

Ho visto gente dileguarsi. Erano gli stessi che per ciò che scrivevo dimostravano di essere così tanto interessati. Erano gli stessi che dicevano di conoscere la vita, l’amore, l’anima, le poesie, la passione. Ma poi bastava poco per capire che badavano all’esteriorità, all’aspetto fisico, al compiacimento personale, al loro puro edonismo.
E quando non gli piacevi fisicamente o non rientravi nelle regole del branco che governavano il loro gregge, poesia anima e cuore diventavano solo fumo che fuoriusciva dalle loro grandi bocche.
E tu restavi cenere, come già eri prima, uguale a come erano loro.

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

due

“Persone che sono entrate nella mia vita, che ho conosciuto fino a farmi male l’Anima ne ho incontrate. Molte hanno fatto una breve pausa della vita e poi sono ritornate in viaggio. Non ho mai preteso nulla se non la verità loro. E me l’hanno data andando via. Ho preparato piccoli pezzi di Cuore, un pò di pane caldo perchè mo preoccupavo per il loro viaggio, breve o lungo che sia. Chissà se poi, chiusa quella porta abbiano gettato via ciò che ho loro donato. Poco importa, l’ho fatto. Credo sia capitato anche a Te. Credo che anche tu abbia pezzi mancanti di Anima e Cuore.
Ma io e te cosa siamo?
Io con te ci sto bene, i perchè sono tantissimi.
Il più importante credo sia che vivo l’amore con te, mi lascio attraversare, non oppongo resistenza, come una goccia nel mare tra tempeste, una lacrima di cielo. E vivo tremori e timori. Ma cosa siamo io e Te a volte me lo chiedo.”

‘Non lo so. Ogni giorno ci parliamo, ci ascoltiamo, ci uniamo nei nostri discorsi folli di vita vera. Non c’è tregua mai tra me e te. Forse è questa ricerca continua di noi che ci tiene insieme.”

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

autunno

Scrivo in silenzio

Per farti ascoltare come sia pieno il Cuore.

Un tempo le mie parole cadevano nel vuoto

Negli abissi dell’Anima

Piume di piombo senza far alcun rumore

Annegando nella baratro della mia solitudine

Che si specchiava simile alla tua.

Raccogliesti quelle parole

Le portasti nel tuo grembo

Come fossero foglie secche

A riempire gli spazi ancora bianchi

Di un vecchio album pieno di ricordi.

Ora scrivo nel silenzio

Per farti sentire dentro me

Il battito all’unisono di due Cuori

Uniti per mano per tenersi stretti i loro tremori

Fatti coi respiri profondi

Vivi nelle loro emozioni.

 

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web