Che fosse giorno o notte,

Poco cambiava.

Quando eravamo insieme,

Il rumore delle voci del mondo

S’abbassava,

Quasi non ricordo più i rumori della città

Che erano intorno a Noi.

Ricordo il tepore dei nostri sguardi,

Il calore dei tuoi baci appassionati,

Ricordo le strette dei nostri abbracci,

Dove ci rifugiavamo,

Dove restavamo in silenzio,

Per ascoltare i nostri respiri,

I battiti silenziosi del Cuore,

Farfalle sul prato a primavera,

Il nostro Amore.

Restavo a guardarti,

Tu ni guardavi,

Mi chiedevi di parlarti,

Di raccontarmi e aprirmi a Te,

E del perchè,

Adesso stessi in silenzio.

Ti guardavo,

Scattavo foto di Te,

Ogni istante con Te,

Non era gettato al vento,

Volevo tenerti impressa nei miei occhi,

Volevo conservarti nella memoria,

Ogni tuo singolo respiro,

Ogni movimento della bocca,

Il sorriso disteso,

Le guance,

Gli occhi brillanti e trasparenti,

Un mare profondo dove m’inabissavo,

I seni tondi,

I capezzoli turgidi,

La bianca schiena.

Ogni attimo con Te,

È come un quadro,

Una fotografia,

Impressa per sempre,

Come l’Amore nel Cuore,

La mia unica memoria.

Si sveglia il giorno,

Racchiuso nelle lenzuola,

Sento ancora il tuo odore addosso,

Quello del mattino,

Quando ci ritrovavamo nudi,

Col Cuore in mano,

A stringerci,

Mai sazi di Noi,

Ad abbracciarci ancora

Era così,

Guardarti negli occhi,

Era già fare con te all’Amore.

Giuseppe La Mura ott 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Il silenzio ovattato della stanza,

Sentivi i miei passi,

Aprivi la porta.

Eri lì,

Bella,

Col sorriso sulle labbra,

E la primavera disegnata sul Corpo.

Ti guardavo,

E i miei occhi erano pieni di Te,

Non eri più un sogno,

Eri lì davanti a me,

Con le tue mani già strette nelle mie.

Un sorso di vino,

Ci scaldava il Cuore,

Il tuo panino lo divoravo,

Perchè volevamo ballare,

Perchè eravano lì per Noi,

Per sussurarti con le carezze,

Nel silenzio della stanza,

Che eri sempre bella,

E t’amavo e scrivevo Poesie,

Perchè eri il mio Amore.

Giuseppe La Mura ott 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Pioggia silenziosa,

Cade sui vetri,

Sulle foglie,

Su viali ingialliti

Sulle strade vuote,

E noi stretti a guardare fuori,

Nella penombra della stanza

Avvolti in un abbraccio,

Sotto le lenzuola ancora calde,

Strappate dal letto.

E mentre ti baciavo guardavi fuori,

Tiravi su il fumo della sigaretta,

E ti perdevi nel mare dei pensieri.

Assaporavo il tuo corpo nei baci,

Sentivo il lato bello della vita,

Sentivo l’amore,

E dall’altra,

Guardando fuori,

Sentivo il sapore acre della vita,

Sentivo il rumore bianco delle foglie,

Sentivo già che la primavera nel Cuore,

Sarebbe finita,

Lasciando nel tempo cadere le foglie,

Di questo Amore.

Giuseppe La Mura ott 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

 

Il tuo sguardo

Si posa sul mio giorno.

Sei come il sole che squarcia le nuvole

Accarezza le foglie

Penetra tra le fronde dei fitti boschi.

Mi lascio squarciare l’Anima

Per farci entrare i tuoi occhi profondi

Gli unici che sanno leggere

I miei abissi più profondi

Dove conservo ogni attimo

Vissuto con Te.

Giuseppe La Mura nov 2020
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

E mentre le ore mi scivolano addosso

Come fossero spine di rose,

I miei occhi si riempiono di nostalgia,

Ricordi vividi e caldi

Della stagione più bella dell’Amore.

Carezze sulle guance rosee,

Profumi di primavere sul corpo,

Tramonti sognati

Incendi di labbra bagnate di vino rosso,

Respiri ravvicinati,

Sguardi d’intesa,

Sorrisi, voci,

Giorni di sole e pioggia sui vetri opachi,

Notti trascorse a parlar coi baci,

Parole,

Scritte eterne per far con Te l’Amore.

Giuseppe La Mura nov 2020
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Giuseppe La Mura