E se mi perdessi

Nell’Infinto Rosso

In quel piccolo spazio

Compreso Tra gli angoli

Le Tue Labbra,

Se mi perdessi lì 

Con le mie labbra

Come una Farfalla

Poggiata sulle Tue Rosse Carni

Verresti a prendermi

Con le Labbra umide

Ricoperte di desideri

Ricolme dei tuoi baci?

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

 

#piccoleStoriediAmore

Amare Lei è giocare una lunga infinita partita. Ogni mossa è spontanea, ogni movimento sincero, pulito, deciso. Ogni istante d’assenza è un vuoto dove l’Amore assume delicate forme di sensualità e desiderio. Ogni respiro è mosso da necessità del dubbio e non è gettato al caso, non è affidato al vento. Lei è talmente di classe che smuove il Vento, lo comanda, lo dirige lento, inesorabile, come le sue scelte. Lei è Amore, perchè lo conosce, abita in Lei tra l’Anima e il Cuore.

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

-“hai idea di come sia bella la solitudine? Sentire il proprio respiro nella notte, toccare le paure, le ansie, sentirsi quel profondo vuoto incolmabile dentro da non riuscire a star tranquilli e addirittura non dormire. Avvertire il senso del tempo, l’impotenza dell’essere, toccare l’incapacità di vivere e cominciare a sopravvivere per non morire. Ecco dove sta la bellezza della solitudine. Mancare a tutti e toccare la mancanza di tutti, alle feste comandate, agli inutili regali di natale,  ai compleanni. Essere soli con se stessi.”

-“scusa ma cosa ci trovi di così intenso, bello. Io piuttosto morirei, non ce la farei a star da sola”-

-“è proprio quello il punto. Accettare la solitudine, sviscerarla fino a sentirsi liberi da ogni passione. Allora, solo allora capirò come è bello amare, sentirò l’amore osservando un fiore. Mi inonderà l’Anima una Donna e coi suoi baci sentirò di nuovo incendiarsi il Cuore. E se non accadrà vuol dire che per questa Vita avrò già avuto le mie possibilità e non arriveranno altre.”-

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

 

Ti Desidero

Perchè t’Amo

Sei sulla pelle

Porto le iniziali sul Cuore

Sulle ferite leggo il tuo Nome

Ho i disegni dei solchi

Già maturi, profondi.

Affonderai le Radici

Bagnerò le tue dolci spine

Nutrirai il mio grano

Staremo insieme 

Fino al prossimo Tramonto Rosso

~

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

 

La Poesia a Destra

Il Cuore mio a Sinistra

Ti Illumino dal mio Buio immenso

Dentro sono Sole

Fuori sono perso e Solo.

Rischiarami

Poesia

Le notti di luna vuote

Le notti di miele amaro

Le Tue Parole

Squarciano le vene

Illuminano le mie miserie

Conducono alla mia Follia

E poco prima di sprofondare in me

Ti Bacerò negli Occhi

E sentirai Dolore Vivo

La Vita rinchiusa dentro me.

_Noi

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore


Amavo Lei, Lei diceva di amare me. Ma non ci credevo e le facevo credere che invece fosse così. Io quarantacinquenne, lei cinquantatreenne. Si scopava da favola, senza limiti, attraversando il dolore fisico e giungendo fino alle porte dell’Anima. Con le unghie strappavamo anche quelle fino ad incendiarle. Non c’erano limiti, orari, forme, luoghi, posizioni. Era un rincorrere le fantasie più segrete, perverse, intime. È da allora che mi sono ammalato, infettato fin dentro le vertebre irrimediabilmente. Ma tanto Donna quanto stronza e puttana, detto e ridetto a Lei mille e più volte mentre la sbattevo senza alcuna pietà attaccata a quel letto oramai anch’esso senza più Anima nel ferro. Avevamo divorato pure le mura di quelle camere d’albergo, cancellato tutte le tracce dei passati avventori e amanti. Lei, espertissima, godeva e rideva di me allo stesso tempo ma quando dopo logore ore la stremavo, piangeva, mi implorava come una ragazzina, che smettessi, mi fermassi. Ma non cedevo fin quando non avessi finito ad arte ciò che avevamo iniziato insieme. Era estrema quanto insaziabile. Capii ben presto che aveva qualcuno che la distraeva da me, le assorbiva più il fisico che la mente. Cominciai a osservarla e ben presto mi resi conto che aveva un altro. La misi alle strette, in fondo se l’aspettava anche lei di essere scoperta, era un gioco perverso il suo, spacca anima, spacca cuore. Aveva un ‘ragazzino’ trentenne che la scopava ottimamente nel fisico ma molto poco o niente mentalmente. La delusione fu non tanto per le scopate con lui, piuttosto non averlo mai detto, accennato. Due vite parallele, distinte, perverse. Cominciammo a guerreggiare io e il ragazzino. Insulti, pretese, possessioni morbose quanto inutili. Alla fine chi cominciò a stancarsi era Lei. Litigi, incomprensioni e sesso oramai scadente, tanto per vendetta ma senza più un briciolo di amore. Magari un paio di volte ottimo perchè puramente fisico ma poi subentrò in tutti e tre lo sconforto e nessuno cedeva la ‘ nuda proprietà acquisita ‘. Fu Lei ad avere l’idea di farlo da allora in poi in tre almeno un paio di volte a settimana. Gli altri giorni lei sceglieva chi e quando e noi due eravamo a conoscenza delle sue scelte. Oramai Lei comandava il gioco, Regina della sua Libido e delle nostre misere passioni. In tre era fantastico. Una vera guerra a chi la prendesse in una posizione piuttosto che un’ altra lasciando libera fantasia a tutte le altre possibili alternative all’altro partner. Col tempo diventammo così uniti e affiatati che era meglio in tre che solo in due. Pian piano passammo da due volte a sette volte su sette in certi periodi. E i luoghi i più diversi. Nei cessi delle stazioni, autogrill, nei bar, in auto, sulla spiaggia, persino in mare. Tramonti indimenticabili legati con le manette mentali a Lei, la nostra Regina.

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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#piccoleStoriediAmore


E Lei mi conduceva nei meandri dei miei più intimi segreti. Mi prendeva l’Anima e ci faceva l’Amore. Mi scopava dovunque, in qualsiasi istante, in ogni luogo, senza remore e senza logiche, puro istinto di Donna.

Una volta mi chiese di amarla in un Cantiere di una casa in ristrutturazione dove di giorno lavoravano uomini, operai.

Era talmente eccitata che fu un’impresa spegnere e domare i suoi sensi in fiamme con tutto me stesso, Anima, Mente, Cuore.

Dopo, qualche giorno dopo, le chiesi come mai quel luogo.

Mi rispose:
-“volevo capire. Volevo sentire gli odori, i sudori, gli umori di tutti quegli uomini muscolosi mentre facevo l’Amore con Te. Sono estrema, mi conosci e lo sai. Voglio che mi assalgano i dubbi, perchè amo te. Amo Te anche quando ti scopo, mi scopi. E voglio sceglierti sempre, ieri, oggi, domani. E sceglierti significa Amarti per ciò che mi fai vivere, nel corpo e nell’Anima.”-

 

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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#piccoleStoriediAmore

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Sono una Persona con fragilità, insicurezze, vuoti d’Anima che non voglio colmare perchè i vuoti non si colmano, si accettano e si vivono a volte affrontando la solitudine, la propria disperata voglia di solitudine.
Io ho una vita privata e questa qui pubblica.
Molte volte le due coincidono perchè nelle parole, nei sentimenti, nelle emozioni che trasudo descrivo attimi di me stesso, dei miei dolori in primis, fallimenti, difficoltà a cercare di sopravvivere.
Ma per quanto riguarda gli amori posso soltanto dirvi che sono tutti vissuti esclusivamente dai miei pensieri, trasporti, desideri, che abitano tra la mente, le vene, l’inchiostro e il cuore.
Non ho amori virtuali, non li cerco, non li voglio, non mi appartengono. Sto per separarmi, sto per lasciare la casa dove ho vissuto per ben 16 anni con la mia famiglia di ex moglie e due splendide bimbe, tutto ciò che avevo nella mia modesta vita reale figuriamoci attaccarmi a quelli virtuali.
E non cerco pietà, elemosino amore, abbracci o baci.
Ho abbastanza spazio nel cuore per poter descrivere i miei desideri, i miei sogni, i miei incubi e dolori attraverso un pò di inchiostro e qualche foglio non ancora stropicciato.
Sono Giuseppe, una persona purtroppo vera.

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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