Vorrei scriverti

Per abbattere i muri che ci separano

Per aprire le porte che ci separano

Vorrei scriverti

Per essere un fiume che giunge al mare

Per essere il cielo che si posa sul mare e la terra

Vorrei scriverti

Con parole silenziose

Con gli abbracci e gli sguardi

Con i baci e i sorrisi

Vorrei scriverti

Sul corpo mentre facciamo l’amore

E dirti “ciao, a domani”

E mai più addii

 

Giuseppe La Mura ago 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Prima di Lei
Non conoscevo davvero l’Amore
Pensavo che nella carne ci fosse tutto.
Però sentivo che senza di Lei non esistevo.
Lei mi disse che non poteva darmi tutto

Così mi chiese se potessi amarla lo stesso
Da quel giorno l’accarezzai
Come fossi il sole mentre bacia il mare
Tutta la mia tenerezza nelle parole
Per sfiorarle l’Anima con l’Amore.

 

Giuseppe La Mura apr 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

libri

In questo tempo
Dove tutto corre
Non avevo capito
Che volevi frenare
Che ti piaceva fermare il tempo e sognare
Per posare gli occhi sulle parole
Per imparare a nascondersi e parlare
E quando posavi sulle mie labbra le tue
Mi prendevi per mano
E la poggiavi sul tuo cuore
Per farmi sentire il rumore dei battiti del mare.

 

Giuseppe La Mura apr 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Dicembre

Coi suoi cieli tersi

Porta con se i silenzi,

I ricordi delle primavere.

L’aria fredda e rarefatta

Congela le mani, gli sguardi,

Sembra quasi fermare il tempo.

Dicembre

Nei suoi occhi limpidi,

C’è tutto e niente,

L’infinito e il vuoto,

Un ponte dove il passato e il futuro

Camminano insieme nel presente.

Come quando scrivevi e scrivi ancora

Delle regole del cuore e dell’amore.

Scrivi ciò che è stato

T’illudi di conoscere come sarà,

Soltanto perchè adesso,

Tra le mani stringi il niente,

Guardi in silenzio

Il cielo pulito e gelido

Tinto di dicembre.

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Si sta

un pò come la luna,

con l’anima bucata,

colpita qua e là dalla vita.

è così che scorre il tempo,

e nel mentre,

tra una ferita e l’altra,

volano via le nuvole,

ti resta una spiga secca

un pugno di grano maturo,

e il cuore nudo,

e il corpo è sempre più freddo,

come  la terra brulla,

bucata da poesie e piccoli sassi.

 

Giuseppe La Mura dic 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Non avevo paura di amarti

fin dal primo istante che guardai una tua foto.

Avevi una gonna nera,

gli occhi scintillanti

e il sole ti baciava di rosso le labbra.

Non ebbi paura di dirtelo

Non ebbi paura di amarti e farti sentire mia.

Non ebbi paura di spogliarmi

e restare nudo, senza nascondermi dietro al cuore.

Eppure avevo paura di un tuo rifiuto,

Ma eri così bella

che non feci in tempo a fermarmi,

anzi non volli fermarmi e ti venni incontro.

Volevo conoscerti,

Incontrarti,

Accarezzarti,

Tenerti per mano e stare insieme

Fino a quando non sarebbe finito il giorno

e Tu non avessi più voluto star con Me.

Lo decidemmo insieme

e non ebbi paura nemmeno quella volta,

perchè amavi donarti della tua sincerità.

Ed è stato tra i doni più belli che mi hai fatto,

la nostra conquista più importante.

E per questo, a distanza di temp,

Ti penso sempre,

Ti voglio bene sempre,

Ti Amo e amerò per sempre.

Non avevo paura di amarti

perchè amare sinceramente

è credere nel bene,

in se stessi,

è donarsi senza aver paura di perdere niente.

Perchè ciò che è stato tuo è stato mio

e ciò che è stato mio

sarà per sempre Tuo.

E io sarò Tuo,

Per sempre.

 

capelli

Cera un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore

soffiava in ogni direzione
tirava da destra
spingeva da sinistra
non capivo da quale parte venisse
inebriava al punto da confondermi
mischiarmi il sangue col dolore.

c’era un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore

e non sapevo come fermarlo
come calmarlo come lasciarlo andare via libero di me
eppure le finestre le imposte
le avevo lasciate tutte aperte
non riesco ad opporvi resistenza
perchè non avrebbe alcun senso legarlo

c’era un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore

non riesco a capire da dove arrivi
se non ho speranze se non lo nutro di illusioni, false canzoni
se non lo alimento di vane incertezze
vorrei capire come riesce a sopravvivere ancora
al logico cinismo, al freddo del mio abbandono.

c’era un maledetto vento nel mio cuore
c’era troppo amore in fondo al mar rosso del cuore.

 

Giuseppe La Mura 28 nov 2015
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web