mani

Cercarsi

E Scavare tra le briciole

Per riconoscere e rigettare i contentini

Guardarsi negli occhi

E ritrovarsi tra le mani strette

Un sorriso un bacio una lacrima

La fiducia e il rispetto

La passione e l’amore

E stringere gli stessi desideri.

 

Giuseppe La Mura dic 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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donna

Luce di luna

Cammini sui boschi

Fendi di pallida luce l’Anima

Attraversando gli occhi

Di solitari lupi smarriti tra i rami spogli.

Indichi il sentiero

A chi cerca mai stanco

L’unico ristoro

Il calore

Il sangue dell’Amore.

 

Giuseppe La Mura dic 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

bacio

Cammino sulle rive della notte
Un fiume incessante
Dove il fragore assordante del silenzio
Squarcia d’improvviso il mio sonno.
L’alba è lontana
Fredda e distante
Troppo lontana
Come la luna
Bella come la sua luce
Tremula e irraggiungibile.
Provo a sognare Te
Dare forme alla tua mancanza
E le mie mani scavano in cerca di Te
E si perdono tra i solchi del mio letto
Dove trovo parole ferme come fossero sassi Che rotolano come baci persi
Immobili e pietrificati in questo fiume
Dove scorrono incessanti le ore.
E provo disegnarti nei miei sogni
A viverti nei miei occhi persi nel buio
Mi soffermo sui languidi pendii
Sul calore delle tue rigogliose valli
Cammino tra i ricordi delle tue morbide gambe
Percorrendo con le dita i tuoi sinuosi fianchi
Accarezzando il prato in fiore
Le forme rotonde e vellutate del tuo seno
E ritrovo il mio respiro caldo
Il calore che accorcia la notte
Lo stesso che si perdeva tra le tue scapole
Poggiato come le labbra sulla tua schiena calda
E corro fino a giungere a perdifiato
Sull’uscio del tuo cuore
Dove provo a scaldarmi
Immaginarmi di fare l’Amore
Incendiare i miei occhi pieni di Te
Illuminare l’Anima bagnata di Passione
Conoscere il senso profondo dell’Amare
Vivere Te nel silenzio armonioso della carne
Per uccidere la notte
Ammazzare tutta la sua solitudine
Mentre prova ad avvelenarmi per uccidere me
Gelosa che mi abbia scoperto inflagrante
A stringerti forte
Fino a perdermi dentro un nostro abbraccio
In un sogno
Dove tutto odora solo di Te.
Adesso l’alba è più vicina
E il sole presto mi cercherà
Mi troverà tra le braccia strette dell’Amore.

 

Giuseppe La Mura dic 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

vino

Ho iniziato un giorno a bere
Mi infastidivano i discorsi sul bicchiere
Io trovavo inutile discorrere sul bicchiere
Mezzo vuoto o mezzo pieno
E allora
Li vuotavo uno ad uno
Il bicchiere serve a contenere
Il suo scopo non è certamente filosofico
E io bevevo
Disfacevo i nodi
Disordinavo gli ordini
Trangugiavo le ore
Disobbedivo a me stesso
Lo riempivo di lacrime
L’amaro dei miei giorni migliori
La solitudine dolce di quelli peggiori
L’amore poggiato sull’orlo
Tagliente e spigoloso
Morbido e malizioso
Come se baciarti fosse un sogno scheggiato
Poggiare e accarezzare le tue labbra
Bagnarmi del rosso della passione.
E il bicchiere pieno mi illudeva
Era pieno di speranze
E io lo bevevo
Preferivo inghiottire il vuoto
Al punto che non avessi più paura
Di Guardarti
In silenzio
E sentirmi pieno d’Amore
Per Te
Tutta Dentro Me.

 

Giuseppe La Mura dic 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

lei

La schiena

Bianca perlacea

Il tuo mare infinito s’infrange sul mio corpo

E io sono della stessa pasta dei baci

Le orme di me impresse su Te

Sospese come passi tra il Cuore e l’Anima.

Le mie labbra

Le poso al freddo tra le paure e le Scapole

E lì fendono il freddo del silenzio

Accennano un battito d’Ali

Nel desiderio di incontrare le tue

Un volo dove giungere a te che sei Amore.

 

Giuseppe La Mura dic 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

rose

Quanto è dolce

Star tra le tue braccia

Accarezzarti i pensieri mentre dormi

Sentire la vita scorrere nel sangue

Baciarti senza fine l’Anima

Ascoltare il tuo lento respiro

Quello che batte tra il cuore e il seno

Quanto Amore sei

Da lasciar morire tutto quel freddo

Che senza Te avevo dentro.

 

Giuseppe La Mura dic 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

anima

Imparai a perdere
A perdere anche l’Anima
A ritrovarla
Imparai come si può morire per Amore
Imparai in fretta a scrivere
Perchè poi nella vita non avessi più fretta
Non avessi più timore di morire
Imparai a piangere e mai di me stesso
A essere ultimo debole sconfitto
Imparai a vedere e sentire fare a pezzi il Cuore
Imparai dai miei errori
Mi tagliai nei miei stessi spugoli
Nelle notti vuote
Nei letti vuoti
Negli amori vuoti
Imparai a sentire che non erano amori
E li chiamai infatti malattie
Deviazioni patologiche dell’essere.
Imparai ad amare il cielo grigio
Quello senza i colori
Imparai a sognarli
Imparai a non desiderare nulla
A dipingere la vita con le sole parole
Quelle scritte nel Cuore.

 

Giuseppe La Mura nov 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web