marmellata

Ti alzi dal letto

Dormono al tepore i sogni poggiati sui cuscini

Il mattino sa di malinconica dolcezza

Un campo di fiori

Traboccano i Cuori a primavera

E un nuovo giorno s’affaccerà negli occhi

Forse arriverà l’Amore

Da conoscere, odiare, capire

Un nuovo viaggio da affrontare insieme

Fino a sera quando, stremata, starete insieme,

Vi amerete al sopraggiungere della notte

Accenderete i desideri come stelle sulla pelle.

E poco prima del mattino

Ti addormenterai con i sogni sulle labbra.

L’Alba ti risveglierà sola e tutto ricomincerà.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

mare.jpg

Estate del 1968. Non c’ero eppure lo ricordo bene quel luglio. Ero al baretto del mare, quello coi muretti bianchi con una fascia azzurra lungo il perimetro. Sembrava il mare attaccato alle pareti, il tetto fatto di canne di bambù che si lasciava trafiggere dal sole del pomeriggio. Avevo la mia bibita gassata gelata tra le mani e la assaporavo lentamente. Donne in bichini turchesi, bianchi, a fiori, neri, rossi. Ero ragazzino e mi intrufolavo nei loro discorsi.
Parlavano di figli, cibo, mariti, erano mamme e mogli ma nei loro occhi ci vedevo molto di più. Sorridenti e solari, soddisfatte e felici, così sembrava. Ma col tempo la vita mi ha fatto vedere quelle loro espressioni con gli occhi più limpidi e puliti grazie alle lacrime e ai perdoni e alle sconfitte.
Oggi ci ripenso e nei loro occhi c’era tanta infelicità, insoddisfazione, precarietà, delusione, la consapevolezza di aver raggiunto e toccato la realtà.
E io ci ho messo anni per crescere e capirle. Cinquantanni. La vita è così insulsa.
E Il juke box dispensava “Un’ora sola ti vorrei” cantata da Mario Musella degli The Showmen.
Il sole e il sale bruciavano la mia tenera età.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Giuseppe La Mura

parigi

Ero
A volte me lo chiedo
Cosa ero

Un rifugio
Un ripiego
Una tregua
Una scommessa
Un nascondino

Cosa ero

Una mela
Una pera
Un foglio sporco
Una foglia secca
Un esperimento

A volte me lo chiedo

Un intimo da nascondere
Troppi pizzi
Troppi spigoli
Troppo rotondo
Troppo di un niente.

Cosa ero
A volte me lo chiedo
Il vento che asciuga le altrui assenze.
Si, io non ero.
Anzi, ero tutto quel niente.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

mare

Abbiamo
Verbo che abusiamo
Io sono il primo, come Voi.

Abbiamo
Tutti un dolore
Tutti un rimpianto
Tutti un ricordo
Una cicatrice che sanguina nel cuore
Abbiamo
Tutti una ragione da rivendicare
Identica alle gocce di lacrime gettate nel mare

Abbiamo
Voce del verbo volere
Ego che vuol possedere.

Abbiamo,
Non ha nulla da dividere
Non ha nulla in comune

Abbiamo
Non ha nulla a che vedere con Amore.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

tende

-“aspetti qualcuno ? sei spesso lì accanto la finestra persa nei pensieri e con lo sguardo fisso sul viale, come se attendessi qualcuno”-

-“…si…tu, non hai qualcuno in un angolo del cuore da aspettare ? Tutti abbiamo qualcuno che aspettiamo, che desideriamo venisse a prenderci dall’oblio.”-

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

mare

Serve coraggio per dimenticare
Giorni inutili da strappare
Albe che non conoscerano tramonti
Labbra che non conosceranno baci.
Serve coraggio per poter vivere
un giorno vuoto come ombra
nell’istante di una lacrima
in quel respiro che di te mai avrò.
E avrò coraggio quando stringerò i pugni
Non avrò rabbia nel cuore
E scriveró una canzone
Dove ti chiamerò Amore
Mi darò coraggio nell’ascoltare
il sibilo del vento muto
quando il mio sguardo si perderà
e non sarai lì, dietro l’iride
…ma dentro il mio puro Cuore.

*Stefania Palamidesi & Giuseppe La Mura *

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

lei.jpg

Un giro in costiera con la Vespa, il vento caldo sulla camicia penetra fin sulla pelle, le luci del crepuscolo, l’odore della strada e delle ginestre selvatiche arriva e penetra dentro al casco. Le strade dritte son noiose, ingannevoli, rischi di abbrutire il viaggio per la piattezza, la monotonia.
Le curve devono essere mozzafiato, con il cuore in gola come quando si percorrono inclinate quasi strusciando il corpo sull’asfalto.
Si scatena l’adrenalina, come fosse l’ascolto di “Jump” dei Van Halen, assaporare l’attimo dell’uscita dalla curva centimetro per centimetro raddrizzare la vespa con un lieve e deciso colpo di reni e poi aprire il gas a manetta sfrecciando via col sorriso negli occhi fino alla prossima frenata brusca prima di reinventarsi la vita in una nuova traiettoria in un’altra curva, come se stessi risalendo una strada dalle gambe fino a raggiungere e conquistare con baci e carezze spericolate il Cuore di una Donna.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web