Durante il giorno

I sogni sono onde

Arrivano ad occhi aperti

Desideri e speranze

Che vivono nei respiri

Che segnano il trascorrere delle ore.

La notte vivi quei sogni

Ci fai l’amore

E al mattino ti ritrovi in bilico

A camminare a piedi scalzi tra le lenzuola

Sembrerà di passeggiare

Sulla sabbia appena bagnata dal mare

Le orme di ieri le vedrai cancellare

Mentre starai già sognando

Di lasciarne altre.

 

Giuseppe La Mura lug 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Consapevole,

Che vuol dire,

Vuol dire che ti guardi allo specchio

E ti vedi.

Si mi vedo,

E nell’attimo dopo,

La coscienza s’interroga.

Chi sei, chi vuoi, che fai, dove vai

Chi ami, chi odi, chi c’è, chi fa finta di esserci

E lì ti riguardi.

Ti avvicini allo specchio

Vedi più da vicino

La luce, le ombre

E t’accorgi delle distanze.

Tu

Accanto ad una persona,

Vicino col cuore a lei.

Si, ma poi lei dov’è?

Distante, lei, dal tuo cuore

Distante da tutto.

Ecco sei consapevole

E nell’istante nulla è più come prima

Lei è distante

E tu sei consapevole d’esser solo

Resti con una poesia,

Un vuoto inutile tra le dita.

 

Giuseppe La Mura lug 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

libri

come libri

aperti a caso dalla vita

siamo pagine di storia

di sconfitte

di intimi dolori

di perdite sul campo di sangue e anima

di carne che si spezza per farsi pane

di acqua e sale cadute nella sabbia

di mare infinito

di bellezze e bruttezze

di pozzi stagnanti

e laghi prosciugati negli occhi

siamo niente

rocce sgretolate dal vento

siamo solo storia

che appena scritta non vale più niente

siamo storia che si interseca con altra storia

per volere del caso giorno dopo giorno

scrittori ignari della nostra vita

e riempiamo il nostro tempo di libri

da leggere

da amare

da odiare bruciare gettare strappare cancellare

e riscrivere storie che contengono nuove storie

prese in prestito da altri libri

egoisti

per un attimo che chiamiamo vita

per un bacio sulle labbra che chiamiamo amore

siamo libri e storia e riempiamo scaffali vuoti

intere biblioteche

anima che si fa sangue

un pezzo di malinconia strappato a morsi dalla carne

sfogliato dal vento

e gettato nelle oscurità profonde

per vedere al tramonto le onde del silenzio

il dolore

nel mar rosso del cuore.

 

Giuseppe La Mura lug 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

large

Ti amerò

Per sempre avrò nel cuore Te

Perchè mi hai dato speranze

Mi hai dato albe

E ombre dove sovrappormi al tramonto

Saprò custodirti dentro di me

Perchè hai lasciato un segno

Indelebile

Un tatuaggio che non cancellerò

Un libro intero di poesie

Scritte sui muri come questa

Dove vengo a scriverti ogni giorno

Che ti voglio bene,

Ti porto con me

Bella e unica ancora.

 

Giuseppe La Mura lug 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

acq

Siamo stati come onde d’oceano

Come pagine di libri sfogliati dal vento

Come petali di rose selvatiche

Di labbra carnose e rosse

Siamo stati la misura del tempo

Di ciò che non eravamo nè prima nè dopo

Siamo stati la luce del nostro tempo

E le nuvole dentro un lampo

Sole sincero splendente dall’alba al tramonto.

 

Giuseppe La Mura lug 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

Non c’è più ragione di star qui, a volte tutto va a finire. E non guardarmi così, con quel broncio che offusca il sorriso che hai nell’anima. Inizia così, con un bacio, con fare l’amore, con l’aprirsi il cuore e la mente, fino a farsi male ma finisce come nessuno avrebbe mai pensato. E non c’è ragione per restare qui. Finisce come finiscono i film, coi titoli di coda scritti sulla schiena. E con tutta la paura che sopravvive nel cuore, sarà un silenzioso addio. Tra chi ama e chi invece no. Sarà come all’improvviso trovarsi in una terra straniera e non capirsi più. Il senso allora dov’è stato? Ti ho accompagnato per un tratto di strada. Ora saprai cos’è l’amore. Tutto ciò che non c’è mai stato tra me e te. Lo riconoscerai sarà imprevedibile. Il vino, il mare, una passeggiata dopo cena, l’euforia del momento, la solitudine, la libertà di vivere quel momento, l’uomo affascinante burbero che ad un tratto sa essere gentile cortese e pure con la faccia tosta di farti un’avances non a parole ma fisica oppure una confessione che ti vien voglia di abbracciarlo e poi baciarlo lì accanto al mare, l’impulso e l’impeto di fare una cosa proibita. Non ho brutte idee sul far l’amore, no, l’amore è imprevedibile e mai scontato. Ora vado via, devo difendermi da te.

Giuseppe La Mura lug 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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M‘hanno detto che sono pazzo

Che credo ancora nell’amore

M’hanno detto che l’amore non esiste

Che non serve a nulla.

Allora provateci voi

A non vivere

A non aver il coraggio di fare follie

A non partire per nessun viaggio

Provateci voi

A non lasciar correre il cuore

A fermarlo

A trattenerlo

A non lanciarvi nel vuoto.

L’amore cerca tra i pazzi

Tra quelli che lasciano spalancato il cuore

Tra quelli che sono impreparati alle tempeste

Tra quelli che si lasciano rubare

E che sorridono ancora

Nel vedere che ciò che hai dato

Ad occhi chiusi

Non è merce da vendere a buon mercato.

Amore scansa i commercianti stupidi.

 

Giuseppe La Mura lug 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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