#piccoleStoriediAmore

Io non voglio far l’amore con le poesie. Non ha senso, alcuno per me. L’Amore si trova tra gli abbracci, i baci, il sesso e vive tra due persone che vogliono vivere degli stessi desideri, battiti, attimi, respiri.
Ho sempre scritto e continuerò a farlo partendo da idee, concetti, immagini che vivo dentro senza alcun specchio riflesso. A volte cammino tra la gente ascolto i loro discorsi, discussioni, baci, carezze e poi parte la fantasia. Io non sono poeta o scrittore. Scrivo perchè due anni fa ho combinato casini per Amore. Invece di deprimermi, invece di chiedere aiuto ad uno psicologo ho cominciato a scrivere, tutto qua. La scrittura è tutto per me tranne un surrogato per amare, conquistare,  scopare! E questa cosa che debbopure giustificarmi delle mie scelte mi sta pure sul cazzo. Comunque scrivo proprio per superare le barriere che gli altri vorrebbero impormi per confinarmi, limitarmi. Ma non mi frega ‘ncazzo degli altri perchè io non rompo il cazzo a nessuno.

Giuseppe La Mura mag 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

734 am 31 mag 2016

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734 am 31 mag 2016

La Vita mi ha insegnato che occorrono poche cose per camminare:

– Coscienza
– Mente
– Cuore.

L’Anima cerca l’equilibrio in bilico perpetuo tra le tre senza mai andare oltre i confini, i veli miei.
Se non vi piaccio, la porta è aperta. Questa è casa mia, ci sono le regole mie.

Da ‘I Pensieri di Angiola Maledetta’
Giuseppe La Mura 31 mag 2016
Diritti Riservati 2016

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Non ho più parole vecchie o nuove.
Le ho poggiate tutte in silenzio, su di Te.

Non ho più spine conficcate nel Cuore
Sono giardino di rose recise e morte.

Gli Odori dei veri amanti sono Piccoli Fragili Veri
Non entrano tra le dita nere e le parole alla Luna.

Perdono, Perdo anch’io.
La fine l’avevi scritta, sospesa tra l’Anima e la Carne.

~

Giuseppe La Mura giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

733 am 30 mag 2016

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733 am 30 mag 2016

Nei campi delle primavere
Api sfioravano Anime
Fragili
Sospese ad un palmo
Dalla nuda e fredda terra.
Api toccavano Anime
Delicate
Appese al filo invisibile
Della natura ciclica della Vita.
Ape, io
Ti cercavo
Trascorrevo tra moltitudini di Anime ma
Il Tuo Odore restava unico nettare
Il Tuo Colore restava unico desiderio.
Nei campi di grano nudi al sole.
Venivo sull’Anima Tua,
Mentre m’impollinavi di Te

Da ‘I Pensieri di Angiola Maledetta’
Giuseppe La Mura 30 mag 2016
Diritti Riservati 2016

732 am 29 mag 2016

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732 am 29 mag 2016

Il senso di questo Amore
è il sapore unico
Del Dolore Immenso
Della Solitudine Compressa
Confinata
Dentro quattro mura sterili bianche
E l’Anima dipinge
E l’Anima cerca
E l’Anima ama
Il dolore costruito sulla solitudine.
E nascono
dal trascorrere di ore ormai morte,
Come le speranze di vivere Te,
Sorgenti
Boschi
Maree
Poesie
Poesie oramai inutili
Per Te

Da ‘I Pensieri di Angiola Maledetta’
Giuseppe La Mura 29 mag 2016
Diritti Riservati 2016

#piccoleStoriediAmore

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Giunse al punto estremo dei sentimenti che provava e sentiva per Lei. Quel giorno, insieme ai tutti precedenti, non riuscì a sopportare la mancanza, la sua assenza. Sembrava di impazzire a pensare sempre a Lei e non poterla ancora abbracciare, perdersi nei suoi occhi, sfiorarle le labbra e baciarla, lo dilaniava in mille pezzi scaraventati al vento. Sentiva un tale impeto, una malinconia così profonda al punto di farlo piangere e piegare, rannicchiarsi in dolore estremo che faceva breccia nel suo cuore. Decise di chiamarla e darle appuntamento sotto casa per andare insieme al mare.

-“Ho deciso, vengo a prenderti e ti porto al mare. C’è un vento molto forte, caldo e il mare sarà in burrasca. Oggi è una giornata propizia e favorevole per lasciarsi un pò andare, non dirmi di no.”-

Si sentiva dall’altra parte del telefono un respiro lieve, un silenzio denso di mille parole intrappolate tra il cuore la mente e le labbra serrate. E poi, con una voce, con un fil di voce disse:

-“ciao, perchè dici che…(una pausa, un sospiro, un silenzio)…perchè dici che sarebbe una giornata propizia?”-

A lui batteva il cuore nelle parole da dire, poche, che sembravano in tumulto, un vulcano tremante di parole, un fiume rosso di lava trattenuto a stento come l’emozione rossa ematica che si trattiene, si argina da sola e non straripa in inutili sentimentalismi ancora poco opportuni con Lei.
E questa sua esuberanza trattenuta era palese e sicuramente dovuta alla paura di un rifiuto di Lei a quell’appuntamento.
Insomma cercava di star calmo e pesare le pochissime parole:

-“c’è vento, molto vento, c’è il mare in tempesta, il rumore delle onde e il fragoroso suono della risacca. Le parole che ti dirò, quelle che mi dirai, arriveranno appena a sfiorarci l’Anima. E se le parole non basteranno avremo le mani per disegnarci, scriverci, donarci a vicenda qualcosa sull’Anima. Allora, passo a prenderti”-

Dall’altro lato della comunicazione Lui sentì sorridere e sospirare Lei, che aggiunse:

-“si, voglio sentire il mare, voglio sentire Te, voglio lasciarti sentire me. Ti aspetto, ti aspetto”-

Giuseppe La Mura mag 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web