gambe

È l’alba

Un nuovo giorno

Dove la pienezza della luce

Lascerà vedere i segni

Che la notte ha lasciato sulla tua pelle

Scavando a volte solchi profondi

Un ricamo d’ago e filo

Per tenere uniti i sogni nel cuore.

 

Giuseppe La Mura apr 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

fumo

Alle prime luci mi addormento
Sono stanco del lungo camminare
Tra pensieri in tempesta
La notta la percorro a piedi nudi
Brancolando nel buio
Sopra i miei sogni che scricchiolano incubi
La notte la tingo di rosso
Sembra un interminabile tramonto
Una attesa imminente di morte che tarda
Di fumo
Di incendi
Di Amore che vive nel Cuore.

 

Giuseppe La Mura apr 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

loro

Gli amanti
Baciano con gli occhi
Baciano con le labbra
Cercano
Prendono Cuore e Dolore
Amano oltre il corpo
Sfiorandosi nell’Anima.

 

Giuseppe La Mura mar 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

libri

Con le dita disegno i miei pensieri
Percorro le rive dei desideri
Che mi lasci prendere e mangiare
In silenzio m’incammino
Tra aranceti e gelsomini
Nei sentieri nascosti
Del tuo giardino
Tu che emani profumi di primavera
Tu paradiso e inferno
Femmina e Donna.

 

Giuseppe La Mura mar 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

mano.jpg

Quanto rumore inutile
C’è intorno ad ognuno di noi
Ma è nel silenzio d’una carezza
Un fiore non strappato dal cuore
Il desiderio di poter giacere
Un bicchere d’acqua
Un mare che disseti questo mio deserto.

 

Giuseppe La Mura mar 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Sognavo fin da bambino di poter volare
Credetti ad un angelo
Mi sussurrava l’amore eterno
Sembrava onesto e sincero
Disse che mi avrebbe insegnato a volare
E m’illuse con un bacio
Di salire in cielo sfiorando le sue labbra
Ero alle porte del paradiso
Ma voleva soltanto rubare
La purezza del mio amore ingenuo
E caddi senza ali
Senza più l’anima
Nell’abisso del mio inferno.

 

Giuseppe La Mura mar 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

rosa.jpg

Ci sono giorni
Dove il dolore
Respira dentro
Un mare in perenne burrasca
Batte come spine che s’infrangono nel petto
Ci sono giorni
Dove scrivo
Fumo un pò di briciole di vita
E mi tengo compagnia.

 

Giuseppe La Mura mar 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Fatti d’Amore

“Fame d’amore”

I miei occhi sono incastrati ai tuoi.
Nella penombra fissano avidi
il tuo volto, le tue espressioni,
mentre prendi possesso di me,
e di quello che è rimasto del mio cuore.
Afferro il silenzio e ne faccio rumore.
Grido il tuo nome, smembro la fame
che sento arrivare tra gli affondi fluidi.
Sento il tuo odore di donna accarezzarmi la mente, i miei occhi si posano irruenti nei tuoi,
come le mie mani nude sui tuoi morbidi fianchi.
Azzanno il tuo collo con languidi baci
e sento sotto la tua pelle scorrere silenzioso
un fiume rosso.
Dal profondo delle tue viscere risalgono
gemiti e sussurri quando affondo dolcemente
il mio corpo dentro il tuo.
L’ anima si spezza, tra l’ orgasmo che invade ogni cellula viva, ogni battito di cuore.
Mi perdo e mi ritrovo, mi sfaldo e mi ricompongo, come sabbia accolgo
le onde del tuo mare.
Il chiarore morente del giorno fa spazio
alla sera e le ombre giocano a nascondino
tra le pieghe del cuore.
La pelle nuda trasuda sesso, fame e possesso in ogni tocco errato.
Le mani strette, le labbra tumide, le cosce aperte, la virilità estesa.
Un bacio poi un altro e altri ancora.
Lecco la tua lingua e con le mie ruvide labbra scendo sui tuoi dolci declivi, sulle tue morbide valli.
Mi soffermo con la bocca sui capezzoli turgidi e disseto il corpo.
L’ anima penetra tutta, mentre mi accarezzi e stringi le gambe intorno ai miei fianchi.
Mi sento perdutamente tuo mentre affondo nel mare del tuo piacere.
Ti sento stringermi forte, tenermi dentro mentre spingo e facciamo l’amore.
L’ amore è così strano.
Ha il sapore acre del sesso mescolato al miele. Quel gusto salato di sudore e umore, mischiato alle labbra gonfie di passione.
I tuoi occhi ferrei non mi lasciano fuga,
nella mente penetri, in me invadi.
Il respiro si ferma, viene a mancare,
mi spoglio dalla paura, mi denudo il cuore.
Ti vedo tremare. Sei tra le mie braccia.
Sei il mare accarezzato dal vento.
Ti stringo ti prendo, ti abbraccio stretta
e ti porto sul mio petto.
Ti sfioro di passione le labbra mentre mi scopro ad amarti l’anima con un bacio.
Ti sciogli in dolci sorrisi e rivedo brillare i tuoi splendidi occhi.
Ti senti donna mentre respiri e vivi dell’amore che hai.
La notte è alle porte e coglie impreparati
noi amanti.
Le stelle accarezzano le nostre sagome abbracciate nelle ombre della stanza.
Tutto è placido ora, amore si respira nel silenzio addosso

– DolceAmaro

– Piccole Storie di Amore

mar 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web