Per le strade corre il Silenzio,

Brusio, voci,

Annullate dall’inconsistenza di quei pensieri,

Troppo fragili, flebili,

Basta un pò di foschia,

Il crepuscolo per annebbiare la mente.

E intanto sento, ascolto, palpo con mano i miei desideri,

Irruenti e ingabbiati dentro,

Come raggi di luce rossa,

Che trapassano nuvole bianche al tramonto.

Vorrei il mare,

Per lasciarmi abbracciare

E placare la sete,

Come sale sulle ferite d’Amore.

Giuseppe La Mura gen 2022
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

L‘aria del mattino,

Nella mia stanza,

Ha il sapore del cuore caldo,

Tenuto stretto nel come un respiro giù nel fondo del petto.

Fuori tutto è pungente,

Il freddo, le incertezze,

Le domande della gente.

Nei loro occhi,

Si riflettono le nuvole e la foschia densa,

Le loro labbra e le bocche,

Sono nascoste, forse serbano segreti.

Cammino,

Le mie orme sulla strada,

Sono ormai flebili di questi tempi,

Sembrano come passi sulla sabbia,

E il giorno e il tempo,

E’ come il mare e le maree,

Passa e cancella tutto ciò che è stato,

Restano i ricordi dei passi fatti,

Dei baci e dell’Amore incontrato.

Giuseppe La Mura gen 2022
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Nasceva la notte,

Tra racconti e sogni,

D’un giorno che stava per andarsene.

Parole stese al vento,

Asciugate come lenzuola bianche al calor del sole,

E infiniti colori,

Sfumature di desideri e voglie,

Da rubare alla notte.

Era così burrascoso il mare,

Al tempo dell’Amore.

Giuseppe La Mura gen 2022
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Le conchiglie appena sotto il mare,

Son portate via dalle maree,

Adesso giacciono sulla riva,

Vuote,

Ricoperte dalla sabbia.

Così le emozioni,

Si stratificano appena sotto la pelle,

Sono portate via dal tempo,

E sedimentano in silenti cumuli inermi nella clessidra,

Dove non c’è più vento.

Giuseppe La Mura gen 2022
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

In questo periodo buio per l’umanità,

Penso e ritornano alla mente le mie notti buie,

Quelle di quando incontravo Lei e con Lei anche l’Amore.

Penso al calore dei baci,

Alla Luce del suo corpo,

All’odore delle stelle,

Alla passione che sentivo nel sangue,

All’assenza della paura.

Adesso rivedo le notti buie in cui viviamo,

Sento strani rumori striduli nelle strade vuote,

Sento il silenzio come piombo,

Che cade nei nostri occhi,

Ci offusca il Cuore,

Rende insicuro persino i passi leggiadri dell’Amore.

E vedo uomini persi che s’aggirano al tramonto,

Rincasano i figli,

Lasciano i loro giochi per strada

Le scuole e i banchi semi deserti,

Le donne in fila a raccogliere frutti acerbi,

Dall’albero del proprio Amore.

Giuseppe La Mura gen 2022
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Ci si abitua alle solitudini,

A quelle che si sentono nel petto,

Anche quando si sta in mezzo alla gente.

Ci si abitua ad avere i battiti del Cuore accelerati,

Come il sordo rumore dei treni che sfrecciano sui binari,

Come le onde che arrivano da lontano e rompono la quiete del mare.

Ci si abitua a tutto,

Lentamente,

Giorno dopo giorno,

A pensare di avere sul tavolo anche solo un briciolo di pane,

Un pensiero da scrivere,

Da lasciare a nessuno,

Forse soltanto al vento,

Mentre scuote le fronde degli alberi già nudi,

Che conservano silenziosamente nei colori caldi e legnosi,

Ogni forma di Amore,

Ogni sentimento.

Giuseppe La Mura gen 2022
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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