Guardi la Luna

Stanotte è luminosa più che mai

Entra dai tuoi occhi,

Tra le fessure delle labbra socchiuse

E penetra negli strati più profondi

Nelle pieghe del cuore

Nelle stanze buie, nascoste

Attraversando i confini all’Anima.

Senti il richiamo del sangue

La passione che freme

La forza d’un abbraccio che tiene

Desideri un bacio che preme

L’odore del mare

L’istinto di ardire

E nuda vorresti concederti all’amore

Mentre scivola dentro te il sesso

Stretta in un caldo abbraccio,

Al riparo dalle tenebre della notte,

Tra il buio che cade

E la polvere che vien giù come pioggia

Dai raggi tenui di quella candida luna

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macchina

Scavo nell’Anima

Scavo e trovo sangue su fogli ancora bianchi

Inciampo sul rosso

Scrivo d’un bacio in riva al Cuore

Cado sul verde

Raccolgo le margherite e flebili speranze

Cammino sull’azzurro

E tingo un cielo che vorrei al posto del grigio

Lascio le mie parole

Accartocciate sul pavimento freddo

Lascio che imbrattino i giorni trascorsi

Lascio il vuoto colmo di inutili parole.

 

 

Giuseppe La Mura 30 giu 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

dischi

“Sigarette elettroniche, foto tarocche, amori virtuali, musica digitale, auto parlanti, social  per incontri, etc etc etc. Sarà, ma io preferisco un disco vinile che posso toccare, odorare, sentire il fruscio che racconta quante volte l’ho fatto girare.
Preferisco il fumo e l’aroma d’un sigaro, d’una sigaretta che si consuma lenta tra le dita. E poi adoro le vecchie fotografie, parlano di ricordi che si perdono lontani nel tempo e quanto più son datate più invecchiano e ingialliscono, sbiadiscono, scoloriscono. 
E poi un bacio, uno sguardo, il mare negli occhi della Donna che ami, che ti piace, che ti stravolge l’esistenza ogni qual volta stai con Lei, il suo calore, le sue labbra umide, la lingua che penetra e scava chissà quali tesori mentre mi bacia appassionatamente in bocca, il profumo e l’odore della Donna, l’odore dell’amore stampato sul corpo, che sento vibrare fin dentro l’Anima. E poi i graffi sul cuore, le attese, il caro vecchio telefono che porta la sua voce dentro la mia mente. Altro che selfie, instagram, o leggere di cosa avrebbe fatto mentre era lontano da me.
È tutt’altra Musica. Sono stato per ben due mesi senza cellulare, dal 3 dicembre fino a una settimana fa, perchè dopo una caduta per terra ho rotto il diplay. E da allora niente più wazzup di gruppi di scuola, di gruppi di lavoro, di gruppi di amici che poi non vedo mai, di mamme che a mezzanotte ancora discutevano con altre mamme su cosa avessero fatto loro durante il giorno. Si, parlavano di loro e non dei loro figli. Io ho scelto, il reale.
 Agli altri il virtuale.
Io sono diversamente e decisamente scelgo d’esser vecchio.”

Giuseppe La Mura 31 mar 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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C‘era un giorno,

aveva un cielo azzurro tinto di un sogno,

c’era un viaggio da affrontare,

tu dall’altro capo della mia partenza,

mi aspettavi già all’arrivo,

con un sorriso fatto di speranza

e il cuore e le labbra

bagnate nel caffè nero

perchè per amare

dovevi aspettare il treno

che portava me il dono d’una notte

da passare insieme

a ridere e a parlar di sogni e del nostro amore.

c’era mitezza nel tuo sguardo

a volte spaurito, spaventato,

se ti venivo lì, lontano,

per stringerti e amarti cose se fosse la prima volta ancora.

e ora sorrido,

anche se non mi vuoi più,

c’eri tu con me a stringermi forte la mano

e a dirmi che non avrei dovuto aver paura

se un giorno fosse arrivata la notte

e nel buio ti saresti dileguata

fino a non vederti più.

 

Giuseppe La Mura 10 feb 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Resterò seduto su quella panchina,

Aspetterò le estati, gli inverni e i capodanni.

Passeranno gli anni

Ma io mi fermerò a guardarli

Ricorderò per sempre l’Amore Tuo

Quello disteso tra baci e fili d’erba

Quello degli abbracci sulle panchine

Quello che porto sempre addosso

Quello che scrivo

E che parla solo di Te.

 

Giuseppe La Mura 14 feb 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

La notte,

Il nostro amore era sempre di notte

Avevamo le tende chiuse pure a mezzogiorno

Eravamo vestiti di amore

Io ti baciavo

E tu mi stringevi forte fino a perdermi nei tuoi abbracci.

Erano un fiume in piena le nostre mani

Percorrevano le rive dei nostri corpi

E il mio sguardo si perdeva sui tuoi seni

Eri la mia luna

Il mio mare

I campi in fiore a primavera

Mi legavi con uno sguardo

Mi tenevi con un sorriso

Mi seducevi con un bacio

Mi amavi mettendomi il cuore in mano.

 

Giuseppe La Mura 17 feb 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Nata sotto il Segno dei Pesci – Antonello Venditti

“Nata sotto il segno dei Pesci”

 

Ti ricordi quella strada, eravamo io e te
E la gente che correva, e gridava insieme a noi
Tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore
Ed unità per noi, che meritiamo un’altra vita
Più giusta e libera se vuoi
Corri amore, corri non aver paura
Mi chiedevi che ti manca, una casa tu ce l’hai
Hai una donna, una famiglia, che ti tira fuori dai guai
Ma tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore
Ed unità per noi, che meritiamo un’altra vita
Più giusta e libera se vuoi
Nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci
Ed il rock passava lento sulle nostre discussioni
Diciotto anni son pochi, per promettersi il futuro
Ma tutto quel che voglio, dicevo, è solamente amore
Ed unità per noi che meritiamo un’altra vita
Violenta e tenera se vuoi
Nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci
E Marina se n’è andata, oggi insegna in una scuola
Vive male e insoddisfatta, e capisce perché è sola
Ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore
Ed unità per noi, che meritiamo un’altra vita
Violenta e tenera se vuoi
Nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci
E Giovanni è un ingegnere che lavora in una radio
Ha bruciato la sua laurea, vive solo di parole
Ma tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore
Ed unità per noi, stretti in una libera sorte
Violenti e teneri se vuoi 
Figli di una vecchia canzone
31/01/2019

E nel tramonto

Camminavo verso te.

L’amore moriva lento sui nostri spigoli 

Mentre si posava sulle linee morbide del tuo corpo.

In perenne bilico sul filo delle labbra

Fino a quando il buio si ubriacava

Dell’ultima goccia di mare

Come se tu fossi il veleno dolce

Un sole che per amore si veste di passione e vino rosso.

 

Giuseppe La Mura 10 feb 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Saranno sempre più trasparenti

I tuoi occhi

Ogni giorno di più.

Saranno pieni di parole non dette

Saranno scritte lì

Qualche volta cadranno

In qualche lacrima

Sotto il peso d’un dolore.

Sarà come vivere in una casa di cristallo

Amerai dentro

Ogni istante ogni giorno di più

Metterai via la rabbia,

Le incomprensioni muteranno in silenzi

Aprirai le mani e lascerai cadere i sassi stretti nel pugno

La tua anima sarà trasparente e pura

E vivrai in una casa fragile

Nessuno ti potrà sentire

Nel luogo dove sarai tu

Vedrai gli altri ma loro non ti vedranno

Sei lì in una casa di cristallo

Non getterai sassi per farti notare

E resterai in piedi solo per Amore.

 

Giuseppe La Mura 19 feb 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web