#piccoleStoriediAmore (parte 3)

Era un giorno di gennaio dell’anno 2000 quando un mio amico mi contatta e mi chiede se volessi mai fare piano bar con un suo amico. Per la verità era stato il mio amico a fargli il mio nome perchè mi conosceva e perchè avevamo suonato insieme tante volte a casa mia. Io e Umberto ci incontriamo conosciamo e così decido di iniziare questo percorso completamente nuovo per me, quello delle feste, dei matrimoni, prime comunioni, addii al celibato, compleanni e altre feste simili. Non temevo il contatto col pubblico, avevo già suonato in feste parrocchiali e comunque la domenica suonavo l’organo alla messa delle 11.00, la famosa “messa della domenica” dove tutti, vanno soltanto per mettersi l’animo in pace con la coscienza, si, ma con quella degli altri. Iniziamo a vederci, io e Umberto, i fine settimana e io finalmente riesco a comprare a rate la mia prima tastiera, nuova, convincendo con molta fatica mia madre a darmi la sua busta paga e le sue credenziali per avere il finanziamento, io infatti avevo da poco finito la scuola di specializzazione e lavoravo in nero presso un laboratorio. Ora che lo scrivo, mi rendo conto che non è stato mai semplice per me fare qualsiasi tipo di cosa. Ma l’unica cosa che finalmente mi rende felice è sicuramente suonare e ci divertiamo un mondo mentre proviamo le varie canzoni che abbiamo in mente di mettere nella nostra scaletta, si prima si chiamava scaletta, adesso invece tutti facciamo gli strafighi chiamandola playlist, ahhhgggesù. Io ero singolo, single sempre per continuare con la strafighità dei termini importati, mentre Umberto aveva già una storia tormentata di pochi mesi da mandare avanti con Loredana. Per cui la scaletta era principalmente basata sugli stati d’animo che Umberto attraversava, la qual cosa non mi dispiaceva perchè così potevamo concentrarci su pezzoni di musica italiana di un certo calibro dal punto di vista delle emozioni che suscitavano e che impattavano positivamente sul piano emotivo/sentimentale e la nostra playlist effettivamente riscuoteva interesse quando la offrivamo al pubblico. Chi non ha sofferto, patito, gioito, goduto, tradito per Amore ? Ogni sabato appuntamento a casa di Umberto e fogli alla mano, rigorosamente scritti a penna (testi e accordi) perchè nessuno di noi due poteva permettersi una stampante, iniziava il divertimento di poter provare a suonare insieme con l’aspettativa che tutto si sarebbe pure concretizzato economicamente e non solo col divertimento, mentre intanto capivo che Loredana continuava a far soffrire Umberto e che Umberto continuava a far soffrire Loredana e soprattutto intuivo che soffrire per amore nessuno dei due lo desidera nè per se stesso nè per l’altro ma puntualmente accade.

Giuseppe La Mura ago 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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