Erano sere d’estate,

Un bar sgangherato vicino al mare.

Gazzosa, acqua ghiacciata,

Da chinotto sgasato,

Birra nazionale.

Il pavimento erano tavole di legno,

Poggiate sulla sabbia,

Cristalli di sale ruvidi sotto le scarpe,

Odore di salsedine e fiori selvatci.

Erano i miei otto anni,

Trascorsi in quelle sere al bar,

La felicità costava poco,

50 lire un disco al jukebox,

100 lire un ghiacciolo al limone.

E guardare quelli più grandi di me,

Soprattutto osservare le ragazze,

Era il modo più bello per guardare

Conoscere cosa fosde la bellezza.

Erano tutte più alte di me,

Erano tutte più grandi di me,

Quelle che osservavo.

Abbronzate,

Sapevano di sole e mare,

Avevano l’odore dell’Amore.

Guardavo loro e poi la luna,

Sola come me.

E poi pensavo alle stelle,

Guardavo e cercavo tra tutte

Una sola ragazza,

Immaginavo quei puntini luminosi

Che di notte nel cielo sono stelle

Mentre su di lei era l’Amore,

Quello silenzioso e tutto da leggere,

Erano baci scritti sulla pelle (*)

Giuseppe La Mura lug 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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