Le stelle

Si vedono solo di notte

Se alzi gli occhi al cielo e le cerchi.

Stanno lì per scrivere,

Descrivere,

E tracciare infinite vie.

Sospese,

Restano lì per sempre,

A riempire un enorme vuoto.

Quando immagino e cerco

Di trovare un senso ai baci

Penso alle stelle,

Ai miei pensieri, sogni, desideri.

Son fatti di polvere,

Come me, come le stelle.

E immagino a dove si posano,

A come sopravvivono

A questo eterno peregrinare nel vuoto.

Due corpi distinti e distanti,

Due che per caso s’incontrano,

Si guardano,

Si avvicinano,

Si sfiorano,

Si annusano

Si riconoscono tra milioni di altri corpi.

Adesso si vedono,

Son vicini,

Non sono più ciechi per il buio

Vedono quanto sia pura

La luce dei loro occhi.

E le loro pupille

Si incendiano come le infinite stelle.

I due corpi incompleti

Pian piano si svuotano,

E riempiono l’altro di se stessi.

Bevono il cuore dell’altro,

Dalle loro calde bocche.

E quando si baciano

Non vogliono più smettere

Si legano, si tengono,

Si stringono al senso ritrovato,

All’essenza della vita,

Un filo invisibile

Un unico pensiero,

L’Amore.

Giuseppe La Mura mar 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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