#piccoleStoriediAmore

“La luce della luna, riscalda gli occhi e tutto appare caldo, opaco, avvolto in un velo trasparente. Il molo antico è popolato da infinite barche a vela, apparentemente immobili, ondeggiano sul mare, cullate dalle maree smorzate dai frangiflutti fuori dal porto. Cammino lungo la banchina, qualche pescatore, di ritorno dal mare aperto, è intento a sistemare le reti prima di abdare a casa con quello che ha da poco pescato. L’odore del mare è fortissimo, intenso, salmastro. Sa di alghe verdi, penetra prima lo sguardo e poi giù dritto come una lama affilata, nei polmoni. Il silenzio è interrotto dal suono delle campane della chiesetta del rione, appena fuori dal porto. Sette rintocchi, li conto uno ad uno, nascono da quel piccolo campanile mezzo diroccato. Mentre mi allontano dal vecchio molo ed entro nel borgo antico, annuso l’odore dei caffè, il vociare ancora sommesso, addirittura il suono di qualche sveglia che ridesta la vita all’interno di quelle case abitate da gente di mare. Vado verso il lungomare e anche i pini marittimi sembrano destarsi dal sonno, risvegliati dai cinguettii di piccoli passerotti, assaporo l’odore di resina che cola dai rami, il profumo dei loro tronchi antichi e stagionati dal sole e dal vento di mare, accarezzati così da almeno un paio di secoli. Tutto è ovattato, non c’è traffico, ci sono pochi come me che corrono, camminano, tutti in religioso silenzio quasi a prendere tutta la bellezza intima e segreta della vita che ci circonda, dalle maree alle statue immobili di condottieri valorosi ed eroi dei sette mari, dal suono delle campane a quello di piccole barche che vanno incontro al mare aperto, sembrano spose coi loro strascichi bianchi, spume che si dileguano appena s’allontanano all’orizzonte. La bellezza è nella natura che osservo, che mi avvolge, che mi penetra nel cuore, attraversandomi lo sguardo. Ma se per un attimo penso all’umanità, in generale, nascosta dietro i muri e le facciate delle case, con tutti i pregi ma soprattutto i difetti, mi s’illumina la vista, m’incendia il cuore pensando a chi cerca il male e non il bene proprio, dell’altro. Penso alle ingiustizie ancora non punite, ai soprusi, alle cattiverie. E soltanto allora mi allontano coi pensieri da ciò che credo essere buono, so che esiste il male e lo tengo distante da me, non voglio nemmeno che mi sfiori con lo sguardo. La Vita, è difficile, a volte impossibile e io non so quanto tempo avrò a disposizione su questa terra, pertanto volgo lo sguardo a tutto ciò che è umano, che sento simile al mio essere, fragilità, sconfitta, amarezza, e cerco negli occhi della gente, il bene che si cela nella loro Anima, per sperare di trovarci un briciolo di Poesia.”

Giuseppe La Mura feb 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Giuseppe La Mura

2 pensieri su “#piccoleStoriediAmore

I commenti sono chiusi.