Sul filo del tempo che scorre,

Divento cercator di Parole.

Stelle d’un cielo notturno,

Luccicano nella volta celeste,

Sommerse nei meandri,

Nascoste sottopelle,

Chiuse nelle scatole dei ricordi.

Parole,

Che da sole non hanno senso,

Insieme diventano una matassa,

Da dipanare lentamente,

Ascoltando suoni ancestrali,

Sussurri da paesi lontani,

Vociare nascente dai vicoli stretti,

Danze e canti tribali.

Adesso sono un gomitolo da sciogliere,

Le Parole che sento,

Affollano la mente,

Sembrano schegge impazzite,

Trafficano tra le vene,

Dalla mattina fino all’imbrunire.

Partono dall’Anima

E giungono in ogni luogo del Cuore,

Nel labirinto dell’emozioni,

Delle sfumature, delle infinite sensazioni.

E pian piano,

Mentre le cerco,

Sembrano sassolini colorati,

Esile filo di perle bianche,

Parole che unite son quasi poesia,

E lievi come luce di stelle,

Si poseranno su di Lei.

E se il destino lo vorrà,

Le perle,

E quelle silenziose parole,

Si poseranno sulla bocca calda,

Scivoleranno una ad una lentamente,

E mentre Lei le bacerà,

Le stringerà dolcemente,

Mordendosi le socchiuse labbra,

Saranno un tuffo nel mare del Cuore,

Saranno un sogno d’una notte,

Saranno Amore.

Giuseppe La Mura gen 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

12 pensieri su “

      1. Si lo so….stavo scherzando U…grazie di Cuore per ciò che hai scritto….le parole stan tutte lì sempre in prima fila…si fanno notare vogliono essere prese fanno le ruffiane a volte pure le puttane pur di essere pescate e messe in una poesia…

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