Un incendio nel cielo,

Colora i miei occhi stasera.

Li osservo,

Mi cadono addosso,

Silenziosamente m’attraversano,

Sembrano dardi piovuti dal cielo,

Calici colmi di caldissimo vino rosso.

Vedo Te in quel rogo,

In quel mare incendiato,

Prelibato e dolcissimo.

Ci sei Tu

In tutte le sue più tenui sfumature,

Quelle che mi porto dentro,

Che combaciano con le mie,

Perchè Tu mi incendi da sempre il Cuore,

I pensieri,

Il mio giardino dove sei l’unico Fiore,

Lo sguardo che ti cerca

Oltre ogni mio impensabile orizzonte.

E i desideri più intimi,

Fecondi, reconditi,

Si posano sulle tue socchiuse labbra

Sul filo rosso di quel tramonto,

Mentre su questo foglio di carta bianca,

Esile e tremante,

Come una foglia nel vento,

I miei occhi si posano,

Iniziano a scrivere,

Poche righe,

Pochissime parole.

Disegno le curve del tuo corpo,

Le linee rosee delle languide labbra,

Dove soffermo di più il mio sguardo,

Come se volessi assaporarne i frutti,

Morderle con le mie

Per sentirne profumi e odori,

Quelli velati, tuoi di Donna,

E farmene una scorpacciata

Di pesche,

Di mele tonde e rosse,

Mangiarti quelle succose albicocche.

E mentre il giorno muore,

Dietro ai monti scompare,

Oramai colmo d’ardore,

Vorrei stringerti,

Tenerti la notte tra le mie braccia,

Respirarti, viverti,

Per sentire tra le tue mani,

Il calore del sole oramai al tramonto,

Il fuoco eterno,

L’Amore.

Giuseppe La Mura gen 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Giuseppe La Mura

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