Un altro tramonto,

Diverso da ieri e dall’altro ancora.

Fili di parole,

Son le Poesie,

Come granelli di sabbia,

Scivolano dentro una Clessidra.

Il sole rosso,

Verrà presto inghiottito dal buio,

Dissolvendosi come il tempo,

Oltre la linea del cielo.

Un pò come il mare,

Che gioca coi ciottoli, li trascina con se

Portandoli tra le braccia del destino,

Disperdendoli nelle maree.

Anche un tramonto,

Gioca con le nostre vite,

Pezzi di noi inghiottiti da quella clessidra,

Portati alla deriva,

Lentamente

Mentre la malinconia inesorabile ci assale

Trascinando con se le nostre futili ricchezze.

Quanto Amore che c’è in tramonto,

Mi accarezza,

Come l’Amore che sento e non tocco,

Come l’infinito,

Che immagino possa esserci in un solo bacio.

Giuseppe La Mura ago 2020
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

sposa

Presi il romanticismo

Gli diedi fuoco.

Sapessi quanto era bella e inutile la sua Luce

Illuminò da allora tutte le mie notti

Luce Bianca

Riluceva sulle lenzuola vuote

Fatte di onde alte dense, spumose

Maree e brezze,

Vini e liquori,

Lasciavo che penetrassero nel buco del mio letto.

Zattere di salvataggio

Quei libri poggiati su vuoti scanni

Dove si stagliava un faro tra la tempesta,

Un barlume di ragione,

Che mi lasciava appena intravedere

L’etichetta da mettermi al risveglio.

Stirata e lucida,

Portava il nuovo che avanza,

Avanzi di un personaggio scaduto da più cuori,

Un Nome ed un Cognome,

Una identità sconosciuta e da molti rifiutata,

Stava lì per tener contenti i coglioni benpensanti.

E la Luce,

Nel mentre squarciava Solitaria

Illuminava un buco profondo,

Un vuoto incolmabile,

Al posto del cuore nemmeno l’Amore,

Oramai espiantato dal petto

Giuseppe La Mura ott 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

“C’era un buio che tagliava le nostre gole, un buio che ci eccitava, ci soffocava, Anime strette nei nostri abbracci infiniti, quegli abbracci che solo il mare può comprendere, abbracci così profondi, come le tue dita che scendevano giù nella mia carne, sprofondate dentro fino a strapparmi i veli dall’Anima. Mi rendevi nudo davanti a Te che prendevi il mio corpo, il mio sesso per coprire il tuo essere, senza chiedere, senza se o ma, prendevi per coprirti dal freddo che sentivi dentro e vestivi me del tuo corpo incendiato, bagnato. E io ti donavo il cuore, fino morire dentro di te, in infiniti orgasmi, in attimi d’amore. E tu, guardandomi mi sorridevi ed entravi nei pensieri, ti chiudevi dentro di me, nei miei confini d’uomo, lasciando il mondo fuori, con le sue inutili guerre, l’odio, le paura, le indifferenza. Eri la Donna, la mia Donna perchè eri Tu a volerti dare a me, a scegliermi nonostante lacrime e sorrisi. E io t’amavo e ti volevo sempre più, dentro di me.”

Giuseppe La Mura lug 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Un’imposta semichiusa

La luce entra con dolcezza,

Sembra camminare in punta di dita, lenta.

Un vento improvviso,

Accarezza l’anima

Gioca col corpo,

Lambendone i confini,

Come il mare che gioca sulla riva,

Pulsa di desiderio

Che forte e silenzioso,

Come l’Amore,

Batte alla porta del Cuore.

Giuseppe La Mura ago 2020
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

L‘aria fresca del mattino

Penetra tra le imposte

Entra nella stanza semibuia

Fino a graffiarti il cuore.

Ti lasci accarezzare il corpo

Dal vento fresco

Che ti lascia tremare, vibrare,

Desiderare quelle carezze calde,

Come fossero baci sull’Anima

Che parlano al tuo cuore,

Delle infinite leggi dell’Amore.

Giuseppe La Mura ago 2020
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Eravamo lì

Come due libri chiusi,

Poggiati sulla vita,

A volte distrattamente sfogliati

Da un soffio leggero di vento.

Poi per caso

Unimmo le nostre vite

Le nostre pagine

E ne scrivemmo altre nuove

Un libro,

Un’unica copia,

Il Cuore.

Giuseppe La Mura gen 2021
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web