Tu non mi basti mai – Lucio Dalla

Vorrei essere il vestito che porterai
Il rossetto che userai
Vorrei sognarti come non ti ho sognato mai
Ti incontro per strada e divento triste
Perché poi penso che te ne andrai
Vorrei essere l’acqua della doccia che fai
Le lenzuola del letto dove dormirai
L’hamburger di sabato sera che mangerai, che mangerai
Vorrei essere il motore della tua macchina
Così di colpo mi accenderai
Tu, tu non mi basti mai
Davvero non mi basti mai
Tu, tu dolce terra mia
Dove non sono stato mai
Debbo parlarti come non faccio mai
Voglio sognarti come non ti sogno mai
Essere l’anello che porterai
La spiaggia dove camminerai
Lo specchio che ti guarda se lo guarderai, lo guarderai
Vorrei essere l’uccello che accarezzerai
Io dalle tue mani non volerei mai
Vorrei esser la tomba quando morirai
E dove abiterai
Il cielo sotto il quale dormirai
Così non ci lasceremo mai
Neanche se muoio e lo sai
Tu, tu non mi basti mai
Davvero non mi basti mai
Io, io, io ci provo sai
Non mi dimenticare mai

Una panchina,

Un parco in un giorno d’estate

Il luogo del nostro primo incontro.

Le tue mani sulle mie,

Strette,

Come a custodire un tesoro,

I miei occhi su di te,

Per catturare l’immagine d’un tuo sorriso

E serbarla dentro di me.

Avevamo già tanto da dirci

Pur restando per qualche attimo in silenzio.

Quel parco, quella panchina,

Sono ancora lì nei miei pensieri.

Ogni giorno ci incontriamo lì

Quel luogo che ha visto nascere il nostro Amore.

Giuseppe La Mura nov 2020
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web