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Entrai in una biblioteca,

Un universo di libri,

Di vite, di storie,

Vere, assurde, di fantascienza.

Storie di uomini e donne.

Lessi, sfogliai,

Spogliai avidamente tante storie di donne,

Pagine della loro vita,

Mondi mi si aprivano davanti ai miei occhi,

Tra le mie dita.

Alcune mi incuriosivano tanto erano assurde,

Altre mi annoiarono,

Altre ancora non mi piacevano.

Un giorno,

Camminando nella biblioteca,

Nel percorso giornaliero della vita,

Incontrai Te.

E me ne innamorai subito,

Già leggendo soltanto il prologo,

L’introduzione.

E mai intuizione fu così giusta.

Iniziai a venire a leggerti,

Ad ascoltarti,

A capirti.

E più leggevo più m’innamoravo,

Ti tenevo stretta sul petto,

Proprio come fanno le adolescenti,

Che si tengono strette

Le pagine dei loro diari segreti sul seno,

A contatto col loro Cuore,

Per sentire quanto batte forte l’Amore.

Poi ogni giorno veniva sera,

E non potevo portarti a casa,

Non era mio quel libro,

Non potevo continuare a tenerti stratta sul petto,

Non potevo sfogliare le pagine,

Leggerti stando a letto.

Ti riponevo,

E con malinconia,

Ti davo appuntamento al giorno dopo.

E così fu,

Sera dopo sera.

Adesso,

Ho l’Amore ce l’ho nel petto,

Conosco di quel libro ogni parola,

Conosco l’Amore,

Conosco la malinconia

E conosco anche il dolore

Di non poterlo tenere stretto con me,

Accanto ogni notte,

Farci l’Amore,

Ogni sera.

Giuseppe La Mura feb 2020
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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