Immerso in questo mare

Provo a tirar fuori di esso le parole

Quelle soffocano nella gola del tramonto

E le scrivo su questo foglio

Che diventa rosso

Che scrive cosa prova un cuore

Innamorato e perso per amore.

 

Giuseppe La Mura ago 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Giuseppe La Mura

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Di questi pomeriggi di fine estate

Mi ricorderò delle ore trascorse

A immaginarti nei sogni, desideri, pensieri.

Ricorderò il sapore del sale

Delle parole immobili sulle labbra cotte dal sole.

Avrò su di me i tuoi silenzi,

Premeranno con forza le tue parole vere e crude,

Incideranno il tuo nome su promesse e ricordi.

Sarò viaggiatore,

Ti aspetterò al porto

Per solcare come naufrago sui tuoi caldi seni.

Di questi pomeriggi di fine estate

Sarai Sirena d’un mare tempestoso

Dove prenderà forma e vita il Cuore

Dove avrò onde e risacche,

Dove mi sarà accanto il rumore della solitudine

Del tempo trascorso.

E quando mi condurrai per mano

Nei tuoi mari profondi e bui

Vorrò star con Te per sempre

Per sentirmi addosso ancora una volta l’illusione

Amara e dolce insieme,

Il sapore delle emozioni ruvide e salate che sento,

Che io chiamo Amore.

 

Giuseppe La Mura set 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Il mare,

Coi suoi odori inconfondibili

Di brezza piena di sale

Ad ogni suo respiro entra nella casa

Negli strati profondi dei miei polmoni.

Come te

Che mi entri dentro

Nei sogni, speranze,

Dentro le lenzuola bianche

Tra le onde spumose

Che riempiono il vuoto

In questo tempestoso letto.

Mi entri e sbatti impetuosamente il petto

Come l’acqua che si spezza in mille rivoli di salsedine

Sulle rocce del mio cuore

Mi accarezzi

Per tenermi al caldo tra le tue mani

Che sanno di sole

Che hanno l’odore inconfondibile di Te

Il fiore del mio amore.

 

Giuseppe La Mura set 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Dalle imposte aperte

Entra una tiepida alba,

Timida chiede il permesso d’entrare.

Nella stanza i primi raggi di sole

Sciolgono il freddo della notte

Che ha ricoperto come brina sulle foglie

Le sottili pareti del tuo cuore.

C’è malinconia e dolcezza

Nel canto abbandonato

Che proviene dal mare lì accanto.

Appena ieri c’era nei tuoi occhi

Il cielo dipinto di rosso

Il fuoco delle labbra

Che riflettevano l’amore

Specchiavano un eterno tramonto.

Adesso,

Ti abbandoni sul letto

Mentre i tuoi occhi assetati

Bevono la forza irruenta del mare

Delle sue perpetue onde

Che cancellano e ricoprono

Le orme del tuo passaggio

Della tua vita

Di tutto ciò che chiamavi amore.

 

Giuseppe La Mura set 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Come foglie – Malika Ayane

“Come foglie”

È piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi
È un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so
Quando arriva e quando parte
Se riparte?
È arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi diceche di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
È un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so
Quando arriva e quando parte
Se riparte?
È un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so
Quando arriva e quando parte
Se riparte?
È arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai