Il mare d’inverno – Loredana Bertè

“Il mare d’inverno”

 

Il mare d’inverno
È solo un film in bianco e nero
Visto alla TV
E verso l’interno
Qualche nuvola
Dal cielo
Che si butta giù
Sabbia bagnata
Una lettera
Che il vento
Stà portando via
Punti invisibili
Rincorsi dai cani
Stanche parabole
Di vecchi gabbiani
E io che rimango
Qui solo
A cercare un caffè
Il mare d’inverno
È un concetto che il pensiero
Non considera
È poco moderno
È qualcosa che nessuno
Mai desidera
Alberghi chiusi
Manifesti già sbiaditi
Di pubblicità
Macchine tracciano
Solchi su strade
Dove la pioggia
D’estate non cade
E io che non riesco nemmeno
A parlare con me
Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A trascinarmi via
Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A farci compagnia
Mare mare
Non ti posso guardare così
Perchè
Questo vento
Agita anche me
Questo vento
Agita anche me
Passerà il freddo
E la spiaggia lentamente
Si colorerà
La radio e I giornali
E una musica
Banale si diffonderà
Nuove avventure
Discoteche illuminate
Piene di bugie
Ma verso sera
Uno strano concerto
E un ombrellone
Che rimane aperto
Mi tuffo perplesso
E momenti
Vissuti di già
Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A trascinarmi via
Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A farci compagnia
Mare mare
Non ti posso guardare così
Perchè
Questo vento
Agita anche me
Questo vento
Agita anche me
Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A trascinarmi via
Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A farci compagnia
Mare mare
Non ti posso guardare così
Perchè
Questo vento
Agita anche me
Questo vento
Agita anche me

 

20/07/2019

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Non farmi Scappare – Capitolo V

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Capitolo V

A me piace sognare ad occhi aperti, anche di vivere il nostro amore, nonostante fosse impossibile viverlo. A Lei no, piace stare coi piedi ben saldi per terra, a sognare coi piedi attaccati per terra, a mettere radici profonde. E così mentre scrivevo e scrivo ancora, mettevo radici anche io nella sua Anima, nel suo Cuore. E’ l’unico modo di costruire insieme una casa, un luogo irreale ma vivo nel nostro intimo sentire dove incontrarsi nei pensieri e starci tutto il tempo che possiamo, insieme o anche da soli. Si, gli amori sono diventati difficile da viverli bene. Per chi sono troppo, per chi invece poco, per chi è asfissiante, per chi vorrebbe restar senza fiato pur di star con l’altro. E noi avevamo ben poco da poter mettere sul piatto della realtà, non avevamo un lugo, non avevamo un tempo, non avevamo uno spazio tutto nostro. E siamo arrivati a costruirci un sogno, un abbraccio infinito, un ponte che tiene unite le due rive dell’oceano che ci separa. A volte siamo così vicini che più che un oceano, sembra un lago, una pozza d’acqua, uno stagno. Altre volte è un oceano insormontabile. Che poi pian piano queste metafore mi hanno conoscere così è l’amore. Forse è un concetto astratto quando se ne parla come me adesso, che cerco di razionalizzarlo in parole. Ma è tutt’altro, è un mondo parallelo alla realtà, e l’unico modo di poter sopravvivere a tanto amore che non può essere vissuto è forse scriverlo, per quanto mi riguarda. E pensare alle nostre domeniche vissute insieme, alle poche passeggiate, alle pochissime giornate che siamo stati vicini a guardarci, a parlarci, a baciarci. Forse arrivano a 10 le volte che ci siamo visti per trascorrere intere ore insieme. Forse l’amore è soltanto stare bene, sentirsi accolti, voluti, aiutati, desiderati, forse è la smania di cercarsi, di incontrarsi. Per me l’amore è tutto, è vivere insieme, è condividere la sincerità, il rispetto, difendere la nostra intimità, sono geloso della nostra intimità, della nostra condivisione, dei nostri pensieri che appartengono soltanto a noi. Trascorrevamo così le nostre domeniche insieme, a parlarci, a chiarirci, a condividerci solitudini, passioni, baci. Era un eterno dialogare e scriverci dentro, tra il sangue e l’anima, tra la pelle e il cuore, mentre facevamo l’amore.

Giuseppe La Mura ago 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Sarò silenzio

Sarò vento solitario

vagherò nel mio deserto

Sarò sabbia arsa dal sole torrido

Sarò clessidra

E dentro scorrerà un fiume in piena

Davanti ai miei occhi

Vedrò scorrere tutto il tempo di un Amore

Folle, pazzo, innamorato perduto,

Per sempre.

Rinascerò, forse, mai o solo per un giorno,

Quando mi accarezzerà ancora.

E nascerà sulle mie mani, tra le mie spine,

Lei, il mio unico Fiore.

Se dentro di Lei,

Per un’ora, per un giorno o una notte sola,

Rinascerà il giardino dell’Amore.

 

Giuseppe La Mura giu 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Sorriso – Calcutta

“Sorriso”

Milano Dateo sulla mappa
non ci passo stanotte
ovunque non ci sei
mi sembra il Colosseo
dal cielo piovono cocktail
in elicopter
su Sesto San Giovanni
manco a loro arriva il lunedì
e non ti bacio da due anni
cara amica promettimi
che persa nei tuoi giri
se qualcuno poi ti parla di me parla di me
un sorriso ti spaccherà in tre
E non mi dire che ti manco tanto tanto
che torni a casa e poi ti strucchi con il pianto
mentre
tururururu
tururururu

Ti prego parliamo di te
che se parlo di me mi manca il respiro
ho perso troppe ore di sonno
che se dopo mi sdraio dormo come un ghiro
ho fatto le cose più brutte che se mamma sapesse rimarrebbe male
ho fatto le cose più brutte guarda scusa mamma è una scusa per cantare

Ti prego amore mio promettimi
che persa nei tuoi giri
se qualcuno poi ti parla di me parla di me
un sorriso ti spaccherà in tre
E non mi dire che ti manco tanto tanto
che torni a casa e poi ti strucchi con il pianto
mentre
tururururu
tururururu

Lo sai vorrei prometterti
il vento tra i capelli
quando sei qui davanti
e sono sempre fermi
non mi dire che ti manco tanto tanto
e torni a casa e dormi sempre insieme al gatto
mentre ti rigiri
mentre ti rigiri

Ok va bene dai promettimi
e poi prometti ancora
che se qualcuno poi ti parla di me parla di me
un sorriso ti spaccherà in tre

E non mi dire che ti manco tanto tanto
che torni a casa e poi ti strucchi con il pianto
mentre
tururururu

 

24/07/2019

Non farmi scappare – Capitolo IV

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Capitolo IV

Era mattina. Il giorno dopo il nostro incontro. Ci ritrovammo abbracciati accanto al mare, imbrigliati tra le parole, le carezze, l’amore. Ci ritrovammo addosso il sale di un anno di Amore grande come il mare. Mi ritrovai appiccicato sulle tue labbra, incollato al rosso del tramonto che scorgevo nelle profondità della tua Anima, sull’abisso del tuo cuore. E poi le carezze complice la notte d’estate ci condussero mano nella mano fino a dormire insieme, stretti, abbracciati, in una camera che era come casa nostra. Ricordo la passione di quella lunghissima notte, ricordo i baci, l’ardore delle tue mani, la violenza istintiva dell’amore, quella che lascia senza più fiato e ritorna in un nuovo respiro di vita. Era bello un anno fa far l’amore con Te, tu così Donna, così femmina, sensuale, selvaggia, forte, passionale , decisa ad essere prepotente e dolcissima. Ricordo che era già bello. Ma dopo un anno di assenza era ancor più intenso starti accanto, farti l’amore, amarti come la prima volta, appena due anni fa, quando ci ritrovammo nudi tra le lenzuola bianche coperti dai baci e dal pudore. Sei bellissima tra le mie mani, sei unica ai miei occhi, alla mia anima rubata e presa da te, sei immensa quando mi sfiori, mi tocchi e stringi mentre facciamo l’amore. Sei come il mare che si ribella, che non vuole né catene né àncore, che vuol esser accarezzato e a volte presa a schiaffi dal vento. Ti guardo, è mattina presto, sembra la quiete dopo la tempesta, le lenzuola appena ti coprono sul mio cuscino riposi tu, ti ho dato tutto ciò che ho che vive dentro me il silenzio nella camera ma nella testa ho in mente una canzone, una melodia che suona sottovoce, quasi lontana. Nella mente risuona una canzone dei Pooh, “Pensiero”. Sei tu il mio pensiero continuo, che non si arrende mai di sperare, che ti vuole, ti desidera, ti ama da impazzire, che ti sceglie tra mille difficoltà. Sei tu il pensiero del mattino, il mio primo pensiero di ogni mattino, il mio pensiero di notte, segreto, intimo, indomito. Ti vedo dormire, ti sento respirare, godo questi momenti perchè son rari, rarissimi, e voglio godermeli tutti, Voglio goderti così, nel letto distesa, semicoperta dalle lenzuola, l’odore del tuo corpo nella stanza, sulla mia pelle, il calore di quando mi avvicino e ti accarezzo il viso, ti sposto una ciocca di capelli dalla fronte per baciarla. E tu respiri profondamente, mentre ti bacio e accarezzo l’anima appena sotto quello strato sottilissimo di pelle. Che bella che sei, le tue curve sinuose, dolci, il tuo seno rigoglioso, prosperoso dove ho posato le labbra, la bocca, dove mi son riposato dopo aver fatto l’amore, mentre parlavamo e ridevamo accanto, stretti, uniti come in un corpo solo. Ti amo, vorrei dirtelo, svegliarti, ma mi accosto, resto in silenzio mentre ti guardo e ti accarezzo i fianchi, le spalle, tutti i lineamenti così belli del tuo corpo. Mi distendo accanto a te e mi abbracci, forse mi stavi sentendo mentre t’accarezzavo l’anima con la mia anima. E sei qui, Tu, il mio pensiero stretto tra le mie braccia, stretto e libero di sognare e sperare ancora in noi, nel nostro silenzioso amore..

Giuseppe La Mura ago 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web