writinggirl11

Passano immagini davanti al Cuore

Scorrono veloci fotogrammi di un Amore

Di Parole, Poesie, Pensieri, Canzoni.

Sono densi questi pomeriggi d’estate,

Queste ore calde dove vorrei poter trovar ristoro

Restando all’ombra di un tuo bacio,

Lentamente, riavvolgendo il nastro dei ricordi ininterrottamente

Scivolo sulle tue labbra dense come cioccolato salato.

Cadono lentamente queste ore,

E senza far rumore

Naufrago dentro di me tutti i miei pensieri che serbo per Te,

Come fossi un Sole, Uno fra i tanti tramonti,

Prima di rincasare giù nel mare,

Stanco quanto basta. prima di riposare.

E così mi piacerebbe incontrarti a metà strada

Tra un abbraccio e una carezza,

Sull’esile filo delle linee del tuo rossetto

Tra una Poesia e la pazzia,

Tra l’Amore e la follia.

Mi piacerebbe ritrovarti accanto al mare,

Lì dove sogno che ti avrei voluto portare

E Accarezzarti dovunque con i baci,

Prima che tu scompaia con un guizzo tra le onde,

Inghiottita, per sempre, dalla tua vita.

 

Giuseppe La Mura ago 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Annunci

Non farmi scappare – Capitolo III

eyeem-87764294.jpg

Capitolo III

Arrivammo al mare, camminammo lungo la riva per un pò, ci guardavamo, eravamo curiosi entrambi dei nostri sguardi che ci scambiavamo a vicenda. Lei mi guardava, si soffermava di tanto in tanto nei miei occhi, era sfuggente, non conosco il perchè. Io invece la guardavo sempre, avevo posato lo sguardo su di lei e poco m’importava di cosa ci fosse intorno a me, a noi. Di tanto in tanto guardavo l’infinito, guardavo dove il cielo e il mare dove si incontrano e si toccano. Parlammo tantissimo, discutemmo, ma io di tutte quelle parole e discorsi ci avevo soltanto capito una cosa, era del tempo per stare insieme, come sempre, come era successo fino ad un anno prima, quando proprio perchè non ci chiarimmo, ci lasciammo senza alcun motivo. Era questa la nostra combinazione vincente. Parlare, dialogare, discutere, e poi aspettare il silenzio per meditare. Era un modo tutto nostro, di farci i preliminari, prima di baciarci, prima di abbracciarci come due innamorati. E dunque, mi chiedevo, tutte quelle parole quei discorsi, erano preliminari? E quando ci saremmo baciati? È evidente, io avrei potuto preparare il momento propizio ma lo avrebbe sicuramente deciso lei. E poi ci voleva lo scontro, come l’attimo prima che precede l’arrivo della pioggia che è sempre preceduto dal rombo di un tuono, che diamine. Già lo scontro, il litigio di passione, il motivo per discutere e fare pace con l’amore e lei un pò cercava una ragione, che non c’era, e un pò cercava il motivo per una scenata di gelosia, che non esisteva. A me piaceva e piace quel suo modo di fare, preparare la discussione e poi innamorarsi più di prima. Le lessi molte delle poesie che le avevo scritto durante tutto l’anno dalla sua assenza, le feci sfiorare ciò che c’era nel cuore senza lasciarmelo toccare da lei, ero attratto pericolosamente e non le avrei mai permesso di prendermi e ributtarmi di nuovo. Ero effettivamente in bilico se cedere oppure no. Sentivo la terra tremare, sentivo suo il mare sbattere violentemente dentro di me. Sentivo di nuovo una fortissima attrazione e cercavo di resistere. Lei aveva già piantato le mani, il corpo, i pensieri, l’anima, di nuovo, dentro di me. Ero già suo prima ancora che io me ne accorgessi.

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web