Non farmi scappare – Capitolo II

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Capitolo II

Partimmo e andammo senza prefiggerti alcuna meta. Potevamo andare verso le colline oppure verso il mare. Conoscevo un posto molto poco frequentato verso il mare e senza chiederle nulla mi diressi là. In auto mi batteva forte il cuore. Ero tra serio, ma dentro come un pezzo di burro messo al sole, al calore che lei emanava di suo. La sentivo già che desiderava sapere, parlare, che voleva che le raccontassi tutto di me. E infatti mi chiede subito come stessi, se era cambiata la mia vita. La domanda, non era vaga, non si riferiva al lavoro ma era diretta, chiara, precisa, velata ma decisa: “hai un’altra?”. Ecco, quella era il senso di quella domanda. Le dissi subito di no, che non avevo nessuna. Poi un attimo di silenzio, si sentivano le ruote sfregare l’asfalto nero e già rovente. E io aggiunsi “sono ancora innamorato pazzamente di Te”. Ancora silenzio per qualche secondo e lei replicò “ma allora non ti è passata? Ci tieni ancora così tanto a me? non ti sei stancato di me, delle mie paranoie ? delle mie gelosie ? della mia impossibilità a vivere il nostro amore? E poi, è trascorso un anno, non vedi, sono cambiata, ti piaccio così tanto ancora? prima non hai risposto a questa domanda. E poi, anche tu, cazzo, non ti sei mai fatto sentire quest’anno, è passato un anno, mai un messaggio, mai un pensiero”. Aveva ragione, non mi ero fatto sentire, ma un motivo c’era. Era Lei che era sparita così, d’improvviso senza alcun motivo. E mi aveva sempre detto che se fosse andata via così, io non l’avrei mai dovuta cercare, perchè era la sua volontà. E che se l’avrebbe fatto, non sarebbe stato certamente a causa mia ma per la sua situazione. E così feci, rispettai quel patto, non fu rassegnazione, non fu egoismo il mio né menefreghismo. C’era la sua volontà dietro quel mio forzato silenzio. Le risposi “si, mi piaci tantissimo, troppo, poi dopo un anno di distacco sento ancora di più l’amore che provavo per te un anno fa, non è diminuito, anzi si è accresciuto, è divenuto un amore consapevole, una scelta, un impegno a tenerlo vivo dentro di me.  Sentii la sua mano stringermi forte la mia mentre le accarezzavo e tenevo tenacemente la coscia con la mia. E mentre sollevavo dolcemente la gonna, le disegnai con mille carezze, fatte da una punta dell’indice, tutto l’amore che mi batteva forte nel cuore e ci mancò poco che fosse più forte del suono del motore. Era estate, era il tempo del sole, del mare, delle vacanze, dei silenzi , del vento caldo addosso, del sale sulle labbra, degli incontri, dei segreti, dei dialoghi, delle malinconie e delle gioie, dei baci rubati, era di nuovo il tempo e la stagione del nostro amore.

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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