La luna in silenzio ti osserva

Le nascondi gli occhi

Inghiottiti nel mare buio della tua stanza

Coi pensieri la tua anima danza

Immense sono le tue caldi labbra

Una spiaggia dove troverei riposo

E tra le tue braccia un sicuro approdo.

Sapessi quanto mi manchi amore mio

Come un marinaio navigo le mie notti

Solo, a volte più solo anche della luna

Le attraverso con te nel cuore

E nei miei occhi stanchi e salati,

Bagnati a volte di passione e lacrime,

Trova rifugio tutto l’Amore.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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All’ombra del tuo cuore

Celami e tienimi stretto

Come fossi quei rami di alberi

Che trattengono ciò che serve del sole.

Tienimi

Perchè so cosa vuol dire esser trafitti dall’amore

Perchè dentro di me ci son conflitti

Ci sono gioie gelosie

A volte tanto dolore.

Tienimi davvero

Perchè per sempre

Io terrò in vita l’amore che sento soltanto per Te.

 

Giuseppe La Mura ago 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Giuseppe La Mura

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Ti sarò accanto nei giorni pieni di pioggia

Anche in quelli dove il buio ingoierà il sole.

Resterò al tuo fianco

Quando arriveranno quei giorni dove ti chiuderai nella casa del silenzio,

Resterò a guardarti

Con il sorriso negli occhi

Con il tuo nome fermo sulle mie labbra.

Porterò il peso del tuo dolore nella valigia del cuore,

E avrò una mano tesa per riprenderti

E l’altra aperta per tenerti stretta nell’abbraccio.

Aggiungerò alla tua vita,

Senza mai toglierti nulla,

Sarò la notte, sarò il giorno

Scorrerò silenzioso come il tempo, come un fiume.

Sarò il vento che si adagerà sul tuo campo di fiori

Ti accarezzerò i pensieri, l’anima,

Sarò ‘aria dei tuoi respiri

Sarò colore dei tuoi fiori.

Ti Aspetterò

Mentre il blu del cielo si confonderà col mare

Ti aspetterò

Fino a quando le mie labbra si tingeranno di rosso

Lo stesso colore delle tue labbra

Quando ci baceremo

Abbracciati, persi per sempre,

Stringendoci in un tramonto.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Indossi i pomeriggi d’estate

Li lasci scivolare uno ad uno

Come vestiti che cadono lentamente sui tuoi fianchi

Lasciando nude le curve dei tuoi seni bianchi.

Ti poggi addosso questi pomeriggi caldi

Provi fino a trovare quello che ti stia bene

E ti abbandoni fino a farti sentire bella

Mentre ti osservi nel riflesso dei tuoi occhi.

E’ così che ti immagino nei miei occhi

Bella fino a lasciarmi senza più fiato,

Come se corressi dietro di Te

Ad inseguirti durante quest’estate

Per rubare un attimo di felicità dalle tue rosse labbra,

Soltanto per un bacio.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Lasciarmi vivere di Te

Per ubriacarmi di vita

Per assaporare ogni più piccolo pezzo di Te

Della tua femminilità che mi avvolge

E che permettere di viverti con tutta la mia passione.

Vivere d’impeto tutta la tua bellezza,

Quella che fa nascere dentro di me l’Amore.

Lasciarmi accarezzare dalle incertezze della vita,

Per sentire quanto sono fragile,

Per sentire il vuoto lasciato da te

Ogni volta che vai via.

E poi veder giungere come un treno in perfetto orario

Tutta la mia solitudine, gelosa di Te, di Me, di Noi.

Vivere nell’attesa dell’Amore

Nell’attesa dei baci, delle carezze, dei lunghissimi abbracci

Nell’attesa che mi sceglierai ancora

Che mi cercherai ancora una volta per tenerti di Te

Mentre faremo l’Amore, 

Viverti per aspettarti

Per sentire com’è vera e malinconica questa attesa

Questa speranza di Te che riempie la mia vita.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Questa estate avanza

Lenta e inesorabile

Sembra come gocce di latte di mandorle

Che si dileguano nell’acqua,

Lasciano il sapore dolce sulle labbra,

E il freddo gelido dentro.

Questa estate che procede stanca

Tra piogge e temporali

Tra vento caldo e Sole accecante

Che bruciano attimi intensi

E lasciano vuoti incolmabili.

Questa estate è come un eterno viaggio

Tra la felicità effimera e l’eterna solitudine

Questa estate

E’ come una valigia piena di ricordi

Di vita nuova  come un abito da indossare ancora,

Di vita vecchia e logora già vissuta

Di attimi da portare nel cuore

E di altri che sono biglietti  di viaggi già finiti.

Questa estate che mi prende per mano

E mi porta a conoscermi nel silenzio,

Nei miei angoli più oscuri e bui.

Ti penso, mi manchi,

Vorrei abbracciarti, stringerti, sfiorarti

E più ti cerco dentro di me

Più non riesco a prenderti,

Sembra che ti allontani

E scappi via tra le mie dita.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

È un pomeriggio d’estate

Il caldo si fa breccia negli occhi

Fino ad arrivare col suo calore

Sulle pareti interne del cuore.

Ci sei tu tra me e il sole

La luce del desiderio acceca i miei occhi

E ogni pensiero prende ispirazione

Dalle linee sinuose e dolci del tuo corpo.

Come una falena

Mi avvicino a te

Ti guardo e il mio cuore ti abbraccia

Le mie mani disegnano la bocca

Avvicino il viso

E ti rubo un respiro

Mi prendo in prestito un bacio

E tu ne rubi subito un altro.

Il silenzio dell’ombra di un albero

Diventa complice di mani che cercano

E scrivono la passione

Senza più aver alcun controllo

L’estate diventa voglia di carezze

Di amore

Di desiderio di assaporarsi ancora

Mentre scorre accanto un fiume,

E sorridiamo

Ritrovati sulla stessa riva di quel fiume

Insieme per mano lungo la nostra vita.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Sale Amore e Vento – Tiromancino

“Sale Amore e Vento”

Tu che hai dato al vento il tuo profumo
E alle stelle hai dato gli occhi tuoi
Sei nell’aria fresca del mattino
E senza te mi perderei
Vedo la tua isola da qui
E potrei venire a cercarti
Ma c’è troppo mare tra di noi
Anche se per te lo affronterei
Sei inevitabile per me
L’unica alba possibile
Sei sale, amore e vento su di me
Sei sale, amore e vento su di me
E così una musica lontana
Ti accarezzerà con le sue note
La tua pelle è una potente droga
Che può portare un uomo ad impazzire
Vedo la tua isola da qui
E potrei venire a cercarti
Ma c’è troppo mare tra di noi
Anche se per te lo affronterei
Sei inevitabile per me
L’unica alba possibile
Sei sale, amore e vento su di me
Sei inevitabile per me
L’unica alba possibile
Sei sale, amore e vento su di me
Sei sale, amore e vento su di me
Sei sale, amore e vento su di me
26/07/2019

Non Farmi Scappare – Capitolo I

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Capitolo I

L’appuntamento stavolta l’aveva dato Lei, decisa più che mai, convinta, determinata, anche desiderosa di reincontrarmi, finalmente, dopo tanto tempo, dopo tanta mia attesa. Il punto dell’incontro era sempre lo stesso, sulla strada provinciale vicino alla quercia subito dopo il distributore di benzina. Entrambi saremmo giunti separatamente, con le nostre auto. E poi Lei sarebbe salita sulla mia e ci saremmo incamminati verso una meta, senza sapere dove come e quando ci saremmo fermati. Avremmo parlato tanto, lo sapevamo già. Avevamo un mondo di cose da dirci, chiarire, raccontare, ognuno della propria vita. E poi? Ci sarebbe stato un poi, un seguito? Non sapevo la risposta a tante domande che mi sopraggiungevano nella testa mentre andavo all’incontro da Lei, Sapevo che il cuore mi sarebbe battuto fortissimo, più forte, ancor di più, di quello che già faceva durante il percorso verso di Lei. Erano poco prima delle nove del mattino, di una domenica mattina di metà estate ed ero già giunto sul luogo convenuto. E di Lei nessuna traccia, dopo poco un messaggio vocale, suo, mi diceva che era in ritardo di circa dieci minuti. Mi chiedeva di avere pazienza, ancora un altro pò di attesa e poi ci saremmo visti. Non ricordo bene come ho trascorso quei minuti, so soltanto che fumai un paio di sigarette, i minuti di ritardo non erano dieci ma circa 30, lo sapevo, lo immaginavo. Scesi dall’auto, mi avviai verso il piccolo bar del distributore di carburanti. Entrai e ordinai un caffè. Ero tranquillo, non avevo fretta. Nell’attesa del caffè ripensai a quell’anno vissuto senza più Lei, da quando a giungo del 2018 sparì senza avvisarmi, senza dirmi più nulla, nemmeno ciao, nemmeno addio. Già, Lei era così. Non amava gli addii, erano troppo dolorosi, me lo aveva insegnato bene che due che si amano pur se si lasciano non devono mai dirsi addio ma soltanto un ciao e arrivederci. E così, quella sera del 30 giugno 2018 Lei sparì dalla mia vita e non la sentii più. Scrissi sempre di Lei l’anno successivo, quasi come fossi convinto che Lei avesse letto tutto ciò che mi attraversava la mente e il cuore, aspettandomi un giorno o l’altro un premio, una riconoscenza. Imparai che l’amore non è un premio, non è una conquista né tanto meno una conquista di diritto. Si, cos’è l’Amore? me l’ero chiesto durante tutto l’anno trascorso senza di Lei, nella più totale fredda e vuota indifferenza. Arrivò il mio caffè, sembrò un altro anno passato dal momento in cui l’ordinai e che arrivò sul banco. Un anno di amarezze, una dietro l’altra, un anno di rifugio nel lavoro assoluto e in centinaia di pensieri, righe, poesie, scritte pensando unicamente a Lei. Uscii dal bar, e Lei era lì, seduta sulla panchina, all’ombra sotto la quercia. Aveva una sigaretta accesa tra le dita, fumava lentamente guardando verso l’ingresso del bar, verso di me. Mi stava aspettando. A questo punto, il suo sguardo mi cercò serio e deciso ed era così penetrante che per un attimo mi chiesi davvero  se fossi io in ritardo. Mi osservò, restò seduta, la sigaretta portata in bocca, le labbra rosse socchiuse e strette, un tiro e poi si voltò verso di me. Aveva la gonna poco sollevata, le gambe avvolte in sottilissime trame di seta. Amava provocarmi, e quelle gambe accavallate erano un invito per dirmi in silenzio “avvicinati e guardami, ti piaccio ancora”? Nel silenzio le risposi di si, con lo sguardo, con i miei occhi che già brillavano di passione.

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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