Ti svegli prima delle città

E il cielo è ancora avvolto in un lenzuolo blu

Un mare calmo appena tremolante sotto il soffio leggero del vento

E vestito di velluto scuro.

Ti svegli appena in tempo

Poco prima che lo scuro morbido e leggero

Vada via di nascosto,

Poco prima che scivoli via lentamente, come sempre.

Ti lasci avvolgere dall’aria fresca e pungente

Per un attimo ancora

E senti dentro di te la malinconia che ti assale

Non sai trovare un perchè

In fondo sei così enigmatica a volte

Enigmatica persino con l’amore, col cuore

A te stessa.

E in questo dolce mare di pensieri

Mi tieni, mi culli, mi tieni sospeso e vivo

Ci sono anche io.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Così

Tra un pensiero e l’altro

Tra un’attimo di gioia e un altro

Il tempo ci separa

Come due rive di un fiume

Che a tratti si toccano, si sfiorano

E mille altre ancora sono separate, troppo distanti.

Il tempo scorre,

Gli abbracci slegano i corpi,

E intrecciano l’amore che resta

Come il letto del fiume

Nascosto,

Come l’amore fatto nel letto

Alle prime luci dell’alba

Sotto lo scorrere fluido dei corpi caldi

Avvolti tra fragilità e lenzuola.

Il tempo di un caffè

Di pensare a te,

Il tempo di immaginarti

Mentre indossi l’intimo che ti avevo tolto la sera prima

E poi il vestito

Ecco, sei andata via,

Anche quest’altra alba si consumerà senza di Te

Mi hai lasciato solo

E mi son ritrovato come in quella camera.

Avevo lo sguardo su di te, su di noi,

Lo sguardo affacciato sull’amore.

E mi son ritrovato da solo

Con il mio sguardo perso

E l’anima migrante

In un eterno girotondo,

Intorno al tuo cuore vagabondo.

 

Giuseppe La Mura lug 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web