Ti sposti

Al di fuori del cuore

C’è il mondo che corre

C’è ognuno con il rumore del proprio dolore.

A volte ti capita di aver fame e sete

E ti sposti per non farti veder che hai fame.

E nel silenzio cerchi rifugio

Nel silenzio cerchi l’attesa

Come se piantassi un seme nella terra umida e calda.

Scavi con le dita nell’anima

Ci metti il desiderio dell’amore

E resti in silenzio a guardar la terra

Mentre tra le mani accarezzi l’amore.

Ti guardi e sorridi

Basta poco per chiamarlo Amore.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Innamorarsi

E’ infilare una ferita aperta nel sale,

Mettere il cuore nel mare

E ancora sentire dolore.

Credevo non fosse stato più possibile

Per me, alla mia età,

Dopo una Separazione,

Dopo un altro Amore importantissimo

Eppure mi son riammalato ancora.

E così penso a Te

E so che non mi vuoi.

E forse

Come dici Tu,

Potrebbe essere la mia solitudine la vera malattia.

Però io non credo sia questo,

E’ di più,

Quando sei passato attraverso vari Amori,

Quando superi la linea della Separazione,

Allora inizi a sentire cosa vuoi, cosa ti manca, cosa cerchi davvero.

E per Me sei Tu

T’ho incontrato per caso

E dentro di Te c’è quel pezzo di mondo e bellezza che cercavo.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Per molti il tempo scorre

Per me s’è fermato

Nel mezzo d’un deserto,

O dentro le mura d’una cattedrale.

È come su di un treno fermo

In mezzo ad una campagna

E guardare fuori il mondo che continua a respirare

Guardo fuori

Osservo i silenzi delle mura

Ascolto il vento attraversare l’erba dei campi

E aspetto

Aspetto che tu salga nel treno

Con una valigia piccola

Tutto ciò che hai portato

È racchiuso tra le tue mani.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

C‘è soltanto un tramonto

E nulla più.

Un cuore che pulsa

Apparentemente perso nel vuoto.

Eppure è lì

Che s’appoggia ai tetti,

Ai monti,

Ai fiori,

Al cuore della gente piena d’amore.

E poi lo chiami niente

Un sole che ama la gente

E muore per far spazio alla luna

E al popolo nascosto degli amanti.

C’è un sole

Che nasce e che muore

Ogni giorno tra l’indifferenza di altra gente

Mentre veste dentro di Te

L’unica emozione vera,

Tutto il tuo l’amore.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

L‘amore non è un oggetto

Che puoi acquistare o manipolare.

E tanto meno puoi venderlo.

È una luce che passa tra le ferite

È una luce che penetra nel tempio del cuore.

È come un’onda che parte da lontano

E si spinge fino ad arrivare nell’anima.

È sale che brucia

È una lacrima leggera

È un flusso di lava che scorre nel sangue

Che ti da brividi

Ti fa tremare dal freddo

Ti fa sentire viva, malinconicamente fragile e mortale.

L’amore non è di nessuno

È dentro di Te

È un piccolo semplice dono

Un vento che passa tra i tuoi capelli

T’accarezza le labbra

S’infila sotto la gonna baciandoti le gambe

Ti riporta indietro nel tempo

E da quei battiti profondi e intensi

Che ti fan sentire Donna

Non vorrai mai più far ritorno.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Senti il profumo del mare

E il suo canto silenzioso in lontananza.

Un moto perpetuo di emozioni

Che puoi ascoltare solo quando ti abbandoni alla notte

Quando accanto a te resta muto ogni dolore.

E così è anche il tuo cuore,

A volte così lontano da Te

Mentre ti batte forte dentro

Ogni emozione che parli d’Amore,

Che coltivi tra le mani raggomitolate

Come a protegger ogni tua speranza.

La notte è come Te,

E tu sei come la terra col mare

Giungono a Te le onde nate chissà dove

Le accogli e le lasci entrare

Perchè portano sogni e desideri

Mentre inondano il tuo cuore.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Sollevi la gonna

Bianca, lunga

Trasparente, è poggiata sulle caviglie

Un po stanca e svogliata, sembri Tu,

Non si muove senza vento

Come i pomeriggi di fine estate

Come le labbra strette dense di parole che non dici.

La sollevi,

In un gesto gitano d’innocente pudore

E catturi i miei occhi senza guardarmi.

Accavalli le cosce

Fino a farmi notare le gambe

Lisce, bronzee, lucide come l’asfalto

Dove i miei pensieri corrono,

Per poi raggiungerti negli occhi.

Mi aspetti lì,

Ti nascondi nello sguardo felino

E mi guardi.

Sorridi nei miei occhi che ti sorridono,

Ci siamo capiti senza parlarci,

Mentre vorrei baciare con lo sguardo le labbra

E osservare la tua bocca chiusa.

Eppur sento cosa vuoi dirmi,

Mi parli col corpo

Con tanti piccoli gesti.

Mi parli di sesso

E lo facciamo senza farlo.

Mi racconti tutto di te,

Ti spogli e mi spogli

Amarsi Senza proferir alcuna parola.

 

Giuseppe La Mura ago 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Si affaccia il dolce sulle labbra

Come la notte appena andata via.

Ti resta come un lontano ricordo

Il sapore di un sogno

Agli angoli delle labbra

Come i morsi affondati nella carne dell’amore.

È giorno da poche ore

Il dolce resta ma già fa a pugni con la realtà

E la notte t’ha portato tutta la vita via.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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La luna che passa attraverso le fessure

Poi si ferma sul tuo viso

Lo illumina appena

E le tue labbra sembrano onde del mare

Luccicano insieme alle stelle.

Il cielo terso e limpido

È infinito come i tuoi occhi neri

Lavati dalla pioggia,

Limpidi e trasparenti senza peccato.

E mentre la luna si posa sui tuoi seni

Il tempo si ferma per un attimo

E io dal sogno emergo alla realtà.

C’è buio nella stanza

E c’è una luce giù nel cuore.

Sei sempre tu a dare forma

Ai miei sogni ad occhi aperti,

Sei tu col tuo sorriso

Che posi lo sguardo sul mio viso.

Sei tu che attraversi le fessure

E ti vieni a posare sulla mia anima.

Sei soltanto tu

Che riesci ad entrare tra le crepe del mio cuore

E che mi lasci intravedere le tue forme dell’amore.

 

Giuseppe La Mura apr 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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