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Io la osservavo già da un pò

Ma restavo in disparte

Perchè fosse per me intenso amarla

E guardarla senza che lei lo sapesse.

Un giorno, uno qualsiasi in mezzo ai tanti

Lei si avvicinò e in silenzio disse:

-“Che dolori hai? Sento che posso fidarmi.

Tu dammi il tuo e io ti donerò il mio”-

Le chiesi un pò di vino

Mi avvicinai al suo viso e l’accarezzai

Era rossa e dolce in volto più del vino

Le chiesi di ballare

Le chiesi di restare e di lasciarsi amare.

 

Giuseppe La Mura apr 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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due

Eravamo distesi

Su di un prato fiorito in un letto

L’una negli occhi dell’altro

Il silenzio era lieve

E tenero il suo sguardo

Il suo petto respirava

Lei libera ora viveva l’amore,

Si nutriva del suo sapore

Degli infiniti baci che guarivano il dolore

Consumato a morsi dalle morbide labbra

E nascosti come noi

Come un seme nella calda e umida terra

A rotolarci felici tra le anime e le lenzuola.

 

Giuseppe La Mura apr 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web