mani carne

Le sue mani percorrevano strade
Entravano nei meandri miei più bui
Non aveva paura dei miei dubbi

Scioglieva i nodi stretti
Che stringevano l’aria intorno a me
Veniva prendermi e io ero già lì sul suo cuore
Fermo nei labirinti dei suoi occhi neri lucenti

La guardavo e immaginavo già cosa cercasse
Con i baci e le parole mi penetrava la carne
Sfiorava i pensieri e di malizia li ammantava

Mi accarezzava con lo sguardo
E faceva l’amore con l’Anima
Proprio lì accanto al Cuore
Vicino al dolore silenzioso che l’osservava
E io m’innamoravo

M’innamoravo di ogni respiro
Andavo veloce sui sentieri dei suoi fianchi
Percorrevo istanti di felicità

Le baciavo senza tregua le curve dei seni
Erano sinuosi i suoi docili movimenti
Quei passi silenziosi verso me

Respirava desideri
Sussurrava incendiari sguardi sulla mia pelle
S’avvicinava e io ero sempre più suo
Mi prendeva e poi allontanava
Sorrideva e mi riprendeva con altri baci

Un bacio sulle labbra
E due passi indietro
Altri due baci
E altri quattro passi indietro
Ero oramai suo
Ma l’alba sopraggiunse durante le danze
Ci sorprese nudi e folli
Ebbe paura
Ebbi paura della sua paura
Scappammo
Cercai di accarezzarle l’Anima
Cercò di riprendermi
Non lasciarci andar via
Sorrise e pianse
Pianse tanto

Sorrisi e maledissi il cielo
Sorrisi e l’amai
Cademmo entrambi
“Non cercarmi più”
“Non riprendermi più”
Si nascose dietro al suo Cuore
E non la ritrovai più

Consegnammo quell’Amore al Vento
Lasciammo un libro in bianco
Come il sole che ci rese ciechi
Incapaci di scrivere.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Annunci

lei

Vivo di ogni singolo respiro

Come fossi mare dove tutto è vento

E nei tuoi occhi osservo

I luccichii tinti d’azzurro

E nella tua Anima affondo mentre ti perdo.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

SOLE.jpg

Vengo da un passato

Lastricato di inutile dolore

I suoi percorsi mi portano più lontano

Troppo lontano dalla casa dove nacqui

E con me un bagaglio pesante

Porto un cuore raffazzonato

Spaccato da cicatrici e stanco di vedere

Cucito e poi rattoppato da fugaci baci

Era notte e il sole andava a finir la vita

La luna pallida saliva ad accender le stelle

Illuminava gocce di sangue annacquate d’amore

Le ombre svanivano e sorgevano le paure.

 

Giuseppe La Mura ago 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

panchina

È scritta tutta qui

La mancanza che ho di Te

In questi fogli del Cuore pubblici

Nudi dai veli di ipocrisia

Sono seduto ancora lì

Immobile su una panchina

Sotto una pioggia di dolore che nessuno sa

Aspetto il tuo viso

Come se fossi Sole a portarmi il sorriso.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web