#piccoleStoriediAmore

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“Sono biologo, la mia professione, forse una missione. Lavoro in un Laboratorio convenzionato e anche una Clinica, dove ho il compito dei turni notturni. E in questo luogo incontro sguardi, di tanti, troppi, tra parenti e pazienti. Mi ci infilo nei loro occhi, nei loro sguardi mai visti fuori da quelle mura. Persi, in attesa di giudizio, oppure vivi di speranze per una nuova imminente nascita. Sguardi oramai spenti, schiacciati e annullati da questa vita traditrice. In tutti gli sguardi, in fondo, in quel buio profondo, ho sempre visto una luce, piccola, grande, fievole, appena accennata, caritatevole, generosa, luminosa, una lucina accesa anche quando non sembra esserci speranza. Ho visto la voglia, il desiderio di vivere, lottare, crederci ancora. Credo che in quelle quattro mura, tra tutto quell’immenso dolore, nasca la vita, la fede, la conversione, sgorghi come luce l’Amore, la pace, la voglia di tornare ad abbracciare una figlia, un genitore, un amico, anche perdonare un nemico. Esco da quelle mura e tocco con mano, ad occhi chiusi, il male di questo nostro mondo. Nessuno lo vede. Nessuno ci pensa, gettiamo via pure i nostri figli, noncuranti, ignoranti, deficienti. Ci siamo tutti immersi fino al collo. Non riusciamo più a salvarci. Anneghiamo tristemente in questo mare fatto di apparenze, di finti sorrisi e comprensioni, di strafottenza e di purissimo e cristallino Egocentrismo. Ogni volta che entro lì dentro, sento il Cuore a casa, al sicuro, dove sento che ogni gesto, anche un semplice sorriso, sia sincero, sia vero e dove nessuno può farmi dell’inutile male. 

Giuseppe La Mura 26 apr 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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