La Casa a Strapiombo sul Mare – Cap V

foto

– Capitolo V –

“Erano oramai diversi giorni che Lei non si faceva più sentire, ne al telefono ne andando a trovarlo a casa. Era accaduto già altre volte, in passato e sicuramente sarebbe accaduto anche in futuro. Lei era così, voleva tutto dalla vita e non si risparmiava di prenderlo e portarselo dentro di se. E Lui soffriva, in silenzio, come si soffre quando sei in cima ad una vetta col vento che vorrebbe portarti via e non ci riesce perchè non si sa come ma si resta attaccati come un fiore selvatico nato e cresciuto tra le rocce, sopravvissuto al vento, al freddo, alla neve e ghiaccio, al sole. Di sicuro aveva incontrato un altro Uomo, di sicuro sarebbe stato un tipo interessante se avesse tardato così tanto a dare notizie di Lei, dimenticandolo completamente. E i minuti erano ore, e le ore erano giorni, e i giorni secoli che si muovono pesanti, lenti, senza scorrere, tempo che stagna trascorrendo la vita con l’Anima in un pantano fangoso, molliccio, lugubre, il pantano della gelosia, quella che fa più male perchè la lasciava morire dentro. E di quelle innumerevoli piccole carogne, il cuore si nutriva e l’angoscia saliva, sempre di più. Le volte precedenti il fuoco delle passioni si spegneva entro la settimana dall’inizio della loro conoscenza, stavolta erano passati giorni, dieci, e di Lei ancora nessuna notizia. Se la immaginava sul letto, mentre scopava, faceva l’amore, rendeva servigi di sesso in cambio di altro sesso ancora, per divertimento, per conoscere il resto degli uomini che reputava all’altezza dei suoi istinti e interessi, come diceva Lei a Lui ogniqualvolta ritornava tutto alla normalità. Lei non s’innamorava, e tanto meno non prendeva una sbandata per ogni Uomo che le stuzzicasse il corpo, la mente, le accendesse il sangue, le infiammasse le parole intrise d’amore cresciuto in seno al sesso. Questa volta c’era qualcosa di più e il bene che si volevano sarebbe bastato ben poco a tenere in piedi la loro amicizia e relazione, la loro intesa di mente e sesso. Lui aveva ben poco da fare, era stressato da queste continue attese, era logoro, non poteva darsi pace e sperare, perchè l’età avanzava e soltanto la speranza, solo questo, gli restava e l’Amore per Lei era diventata la sua vera quanto inutile schiavitù. Lei invece aveva tutto, la libertà di sentirsi viva, amata, toccata, sfiorata, da chi decideva Lei. A Lui restavano le illusioni, i ricordi, le ore trascorre insieme, un quadro disegnato da Lei, una Poesia, e l’Anima gettata al Vento. A Lui restava la scelta di amarla ancora, se fosse ritornata.”

Giuseppe La Mura 24 lug 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Annunci

E poi lo sai

Che dopo l’amore

Arrivano le incomprensioni,

Nascono i problemi.

E resti lì,

Immobile ,

Pensi ai baci,

Alle carezze e agli abbracci,

Godi quei momenti trascorsi,

Intensi e belli,

Ma resti sospesa

E la solitudine è una piccola barchetta

Per traghettarti nel deserto della notte

Con la testa immersa nei pensieri.

 

Giuseppe La Mura 27 gen 2019
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

Honesty – Billy Joel

“Honesty”

 

If you search for tenderness
It isn’t hard to find
You can have the love you need to live
But if you look for truthfulness
You might just as well be blind
It always seems to be so hard to give
Honesty is such a lonely word
Everyone is so untrue
Honesty is hardly ever heard
And mostly what I need from you
I can always find someone
To say they sympathize
If I wear my heart out on my sleeve
But I don’t want some pretty face
To tell me pretty lies
All I want is someone to believe
Honesty is such a lonely word
Everyone is so untrue
Honesty is hardly ever heard
And mostly what I need from you
I can find a lover
I can find a friend
I can have security until the bitter end
Anyone can comfort me
With promises again
I know, I know
When I’m deep inside of me
Don’t be too concerned
I won’t ask for nothin’ while I’m gone
But when I want sincerity
Tell me where else can I turn
‘Cause you’re the one I depend upon
Honesty is such a lonely word
Everyone is so untrue
Honesty is hardly ever heard
And mostly what I need from you
09/01/2019

Elle, l’Amour et Paris – Cap I

haut-vol-video

– Capitolo I –

“Era una serata insolita. Si troppo insolito era stato anche il giorno. Il tramonto non era mai stato così rosso, intenso, una nube rotonda di fuoco che si adagiava con eleganza sui freddi tetti, fatti d’ardesia, di Parigi. Lui, studente universitario, pochi soldi e infiniti sogni inespressi, sospesi, immersi negli occhi verde speranza. Viveva in una chambre de bonnes, uno di quei vecchi sottotetti che un tempo si affittavano alla servitù dei nobili. Era una stanza di appena 15 mq, dove l’unico respiro che si percepiva tra le lenzuola e i pochissimi oggetti, era l’Amore. Aveva una fotografia sulla sua minuta scrivania, era quella della sua amata Charlotte. Donna ambiziosa, già affermata come giovane promettente Scrittrice nei salotti ed ambienti Letterari della Capitale Francese.
E Lui non riusciva a capire come quella Donna, di così tanto spessore, si fosse innamorata proprio di Lui che era un semplice studente tra tanti, neanche un genio a dir il vero. Scorreva la Senna, portava lontano tutti i pensieri e calava oramai sera, il blu cobalto aveva coperto e nascosto ogni traccia d’arancio, vermiglio, rosso, cancellandoli inesorabilmente e ora la freddezza dei colori rispecchiava perfettamente lo spirito d’animo degli abitanti della Capitale. Freddi, distaccati, a volte cinici e arcigni senza alcuna apparente ragione. Lui si stava preparando per l’appuntamento proprio con Lei, aveva pochi soldi, s’arrovellava la mente, i pensieri, inciampando goffamente nel Cuore, non voleva commettere goffi errori. L’amava, le voleva bene, non avrebbe mai potuto perdonarsi di perderla. Eppure Lei, Lui lo sapeva bene,  abbandonava completamente ogni sorta di corazza, distacco, prudenza, che assumeva e aveva con quei critici, scrittori, poeti, pittori, musicisti che incontrava nei Salotti bene della città. Si, con Lui, Lei era se stessa, senza veli, senza inibizioni, senza pudori. E Lui non si compiaceva di ciò, anzi scacciava coraggiosamente ogni forma di appartenenza e dipendenza che ognuno potesse avere nei confronti dell’altro. Si donavano entrambi incondizionatamente e si baciavano, accarezzavano, facevano l’Amore quando gli andava, senza programmarlo mai. Lui l’avrebbe portata in giro, probabilmente sarebbero andati in qualche ristorante e avrebbero parlato del più e del meno, si sarebbero lasciati divorare entrambi tra una portata e l’altra, si sarebbero arresi a quegli sguardi seri, languidi, ai sorrisetti e alle mani nelle mani. Lui dopo cena, l’avrebbe portata al Trocadero e lì avrebbero trascorso gran parte della notte tra canti, balli, ritmi di tamburi africani e spettacoli improvvisati dagli artisti di strada che frequentavano quel luogo. Si sarebbero abbracciati, sfiorati con delicatezza e promiscuità nelle loro carnali intimità mentre avrebbero ballato e contagiato gli occhi di sorrisi. Lui le avrebbe donato la speranza mentre Lei, con quegli occhi Blu Notte brillanti e Intensi gli avrebbe iniettato ciò che ogni Uomo brama dalla Propria Donna, Veleno, Passione, Desiderio, Sensualità, Dolore, Calore, Incendio. Di lì si presero per mano, come se fosse istintivo non perdersi tra i tanti cuori che attraversavano senza discrezione i loro occhi, si strinsero in un abbraccio e Lui, con virile delicatezza, le alzò appena la gonna frusciante di seta e accarezzandole le gambe vellutate, morbide, calde, la baciò senza lasciarla respirare. Lei lo prese per mano e s’avviarono verso quel piccolissimo appartamentino di Lui. Era estate, la notte stava quasi per terminare, fra qualche ora, il Blu cobalto che avvolgeva i tetti e le strade parigine sarebbe svanito, il Blu dei Suoi occhi avrebbero brillato nel Sole e la freddezza che avvolgeva la città sarebbe scomparsa come ombra nella notte al sorgere del sole. Erano così caldi, immersi fino a carezzarsi nel più profondo Io le rispettive Anime mentre i corpi grondavano di umori e amori.”

Giuseppe La Mura lug 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web