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E giunse sera

senza tramonto

perchè nel giorno

seminai il nulla.

Tu andasti via seminando il buio

tra campi di grano

che non erano i miei.

 

Giuseppe La Mura 23 nov 2015
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Vorrei – Guccini

“Vorrei”

 

Vorrei conoscer l’ odore del tuo paese, 
camminare di casa nel tuo giardino, 
respirare nell’ aria sale e maggese, 
gli aromi della tua salvia e del rosmarino. 
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero 
parlando con me del tempo e dei giorni andati, 
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero, 
come se amici fossimo sempre stati.

Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci 
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri, 
le strisce delle lumache nei loro gusci, 
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri 

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io… 

Vorrei con te da solo sempre viaggiare, 
scoprire quello che intorno c’è da scoprire 
per raccontarti e poi farmi raccontare 
il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire; 
vorrei tornare nei posti dove son stato, 
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso e per farmi da te spiegare cos’è cambiato 
e quale sapore nuovo abbia l’ universo. 
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona 
o il mare di una remota spiaggia cubana 
o un greppe dell’ Appennino dove risuona 
fra gli alberi un’ usata e semplice tramontana 

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io… 

Vorrei restare per sempre in un posto solo 
per ascoltare il suono del tuo parlare 
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo 
impliciti dentro al semplice tuo camminare 
e restare in silenzio al suono della tua voce 
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso 
dimenticando il tempo troppo veloce 
o nascondere in due sciocchezze che son commosso. 
Vorrei cantare il canto delle tue mani, 
giocare con te un eterno gioco proibito 
che l’ oggi restasse oggi senza domani 
o domani potesse tendere all’ infinito 

e lo vorrei 
perchè non sono quando non ci sei 
e resto solo coi pensieri miei ed io…

 

05/01/2019

la casa a strapiombo sul mare – Cap II

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– Capitolo II-

“Era Estate, di chissà quale anno, di chissà quali amori.Tutto ciò che importa è che era una mattina calda d’estate e c’era una casa con vista a strapiombo sul mare, era una casa in collina.Abitavo lì da tempo, da sempre, con il disordine di sempre, con le imposte sempre semiaperte che lasciavano entrare quel che occorreva di tutta quella luce accecante e soprattutto entrava la brezza di mare, l’aria sapida densa di onde marine e tempeste antiche placate. Le tende, le lenzuola erano profumate di salsedine salmastra. La casa sulla collina era raggiungibile solo a piedi, percorrendo un lungo viale alberato da pioppi e pini marittimi. Lasciavo sempre casa aperta, perchè Lei veniva quando ne aveva voglia, a qualsiasi orario senza bussare e la trovavo al mattino al mio risveglio in cucina a preparare il caffè, la colazione con il suo odore mischiato a quello del pane caldo ricoperto di dolci marmellate che preparava Lei. Altre volte me la ritrovavo seduta in poltrona nel piccolo studio intenta a leggere i miei appunti sparsi dovunque, anche quelli che avevo gettato appallottolando le carte. Anzi di quelli mi diceva sempre qualcosa di buono, di recuperare quel pezzo, quelle parole, quei paesaggi. A volte me la ritrovavo nel letto, nuda, libera, coperta dalle sole lenzuola che odoravano di salsedine e pini, che ora profumavano anche di Lei e dei suoi caldi umori, coperta fino al collo e con gli occhi mi invitava ad amarla come sapevo fare solo io, come voleva Lei. Amarla per ciò che era, ciò che sognava, essere libera, come avevo sempre desiderato io, come desiderava Lei”

Giuseppe La Mura 06 giu 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web