Muovi i capelli

Come se fosse il vento a muoverli

È così che poi anche le labbra

Si muovono da sole

Camminano verso i baci

E verso l’amore

Un pò come le farfalle

Che volano senza pensarci

Come pure le parole

Scritte così

Alla fine d’ogni giorno

Son lì che parlano di me e di poesie

Mentre tu

Senza saperlo e neanche volerlo

Mi manchi da impazzire

E hai scritto anche oggi

Coi tuoi silenzi

Tante pagine nel mio cuore.

 

Giuseppe La Mura nov 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Il giardino del mio tempo
luogo sospeso della memoria
dove dormono tanti ieri, recenti oggi, chissà quali domani
un fitto, immenso, silenzioso bosco
abitato da alberi alti dai grandi tronchi e folte chiome
come sequoie stanno lì immobili da sempre, dalla notte dei miei tempi
a far nascere e crescere foglie verdi di speranza, e vermiglie di dolori
mi incammino, mi inoltro, fin quando voglio
soffermandomi riaffiorano nell’anima
un abbraccio caldo, appassionato
all’Amore che non ho mai trattenuto

 

Giuseppe La Mura set 2014
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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Ogni tanto cado

cado dal cielo

come le nuvole, come la pioggia, come il sole nel mare.

ogni tanto cado

e succede quando mi dimentico di tutto

arriva l’oblio

puntuale come i tramonti che sono rossi d’estate

e freddi d’inverno.

i tramonti dimenticano ogni giorno

che il giorno prima erano morti nel buio,

che la notte gli aveva ammazzato i colori,

la speranza e pure l’amore.

e io sono come i tramonti

ogni giorno dimentico

e faccio finta di dimenticare

e muoiono le speranze e l’ardore.

Ma io ogni giorno divento rosso

e muoio perchè tu mi porti l’oblio, la notte

e ammazzi tutto l’amore che ho ogni giorno per Te.

 

Giuseppe La Mura ott 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Sarebbe un’emozione ancora,

se questi giorni li usassimo per spogliarci,

togliere tutto il superfluo che copre gli occhi e l’anima,

che ci fa sentire tanto freddo

a tener tra le mani il cuore

per proteggerlo dal vento dell’indifferenza.

sarebbe il natale che vorrei,

via gli addobbi, le finte luci scintillanti,

via le bugie, via le ipocrisie,

via i convenevoli e le cattiverie.

vorrei vederti vestita di sincerità, di pura bellezza,

vorrei sentirti spoglia dell’arroganza,

strappata dalla pelle la razionalità.

Vorrei vederti così,

come quando mi chiamavi amore,

come quando mi vestivi di abbracci caldi,

quando tenevi stretta tra le tue dita il mio cuore

e io ti donavo tutta la semplicità.

 

Giuseppe La Mura dic 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Ogni giorno,

rinascere dal grembo della notte

trovar un punto d’appoggio

per poi cercar di spiccare il volo.

ogni giorno

trovar un’emozione,

nascosta in fondo al cuore

e lasciarsi bagnar la schiena da freddi brividi.

ogni giorno

camminar sul sentiero

per incontrar ciottoli dolci e acuminati.

ogni giorno

vestir il cuore

con ogni forma di amore e dolore.

 

 

Giuseppe La Mura dic 2018
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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Batti ancora troppo forte cuore mio
siamo soli io e te oramai

perché ti agiti tanto
sveglierai anche i gatti dai sogni di amori e lotte
va bene, è inutile, non ragioni
mi abbandono completamente a te
scandisci la mia vita solamente Tu
palpita e agitati come piace a te.
a capofitto, senza freni, con le paure, con la voglia di sempre
io son stanco ora voglio dormire, spero di sognare
ti prometto che sognerò per te
un amore nuovo, una vita semplice, onesta
vedrai, batterai ancor più forte
ti sembrerà di sentire le campane suonar a festa
ora dormo, chiudo gli occhi per questa notte
fai in silenzio, cerca di calmarti
sognerò anche per te.

 

Giuseppe La Mura set 2014
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web