Mi legava a se con un piacevole sottile dolore

un filo di cui ne ero prigioniera e carceriera

lasciando scorrermi dentro un dolce senso di appartenenza.

Il piacere che suscitava era un fiume in piena, 

sangue impetuoso nelle vene

fuoco che bruciava di dirompenti sensazioni.

Nel suo sguardo, 

c’era il sapore del nettare dolce dei suoi amplessi

come un gioco di tentazioni invitanti

e il nostro cedere era desiderio dettato dall’Amore.

 

* Stefania Palamidesi & Giuseppe La Mura ago 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

lei

Lei mi guardava attraverso i vetri freddi dove c’era polvere e a volte condensa. Si avvicinava per guardare se fossi in casa. Avevo sempre la luce spenta, non avevo tende per ripararmi dagli occhi indiscreti della gente. Un giorno mi affacciai e, mosso dalla mia curiosità, le chiesi come mai fosse interessata così tanto alla mia vita. Era lì ferma davanti a me, era mattino presto e l’aria gelida condensò il suo respiro caldo trapelato dalle sue labbra come una nuvoletta di fumo, frutto di quella sigaretta consumata in fretta.
Mi chiese:

– “leggi, scrivi, ascolti musica, guardi film vecchi di anni, sei quasi sempre solo e a volte la notte non dormi. Lo so, ho capito cosa hai dentro. Cosa ti sia capitato non importa, ma hai conosciuto il Dolore, vuoi star solo, sei stato una delusione per la vita e lei lo è stata per te. Ti capisco.” –

La guardai, abbassai un pò lo sguardo, la riguardai e le dissi:

– “hai tempo per prenderti una tazza di caffè? “-

Entrò mentre alla radio davano “Dreamer” di Sophie Zelmani.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web