#piccoleStoriediAmore

notte

Era una notte d’inizio estate, la ricordo bene. Appena rientrati da una passeggiata Lei andò a prepararsi, restò poco tempo nella toilette. Dopo toccò a me. Tornai in camera, era riversa su un fianco pareva avere un sonno profondo. La lasciai dormire, mi aveva detto in altre occasioni, che quando non aveva voglia di far l’amore si girava su un fianco e faceva finta di dormire. In quell’istante sentii la mia mano lasciata da lei e mi ritrovai a cadere giù per un burrone. Non era iniziata ma finita all’istante quella storia che fino a qualche ora prima si consumava a suon di promesse d’amore. Bugie e inganni di chi vuol qualcosa e cerca di abbindolarti ? Si ma cosa voleva, cosa cercava allora da me? Sesso camuffato d’amore ? ero stato una delusione ? Ero brutto ? Non lo capirò mai, e a questo punto non mi interessa nemmeno capirlo e saperlo, non mi occorre la logica quando sono innamorato. E a distanza di tempo, oggi per la prima volta mi sfogo di questo fardello pesantissimo che non riesco più a sopportare tanto del male e del dolore che fa. Scrivo ciò che provai in quella notte lunghissima. Frustrazione e abbandono, sconfitta, l’ennesima, cicatrici riaperte e rimorso, tradito e pugnalato per tutto il tempo che le avevo dedicato, per tutto quel bene che le avevo dimostrato dandole tutto me stesso. Mi sentii stupido e impacciato, inutile e vuoto. Avrei avuto voglia di dormire per non sentirmi morire e poi svegliarmi da un incubo, di nuovo a casa mia, solo ma almeno vivo. Invece no, ero morto dentro, il corpo che guardava la mia anima che a sua volta guardava lei dormire placidamente, come se stare accanto ad un morto che non le faceva paura, nemmeno la paura dei fantasmi dei suoi “ti amo” che gettava, mi vien da pensare a questo punto come cartacce sulla mia strada, a casaccio dal cielo. Eppure avevamo fatto l’amore nel pomeriggio, baci languidi, passione, sesso, tenerezza, intimità. Era appagata e ora arrivato il momento dell’abbandono, proprio nel cuore della notte quando due innamorati dovrebbero stringersi e farsi compagnia per ritrovarsi insieme all’alba, il giorno dopo. Dopo poco, qualche ora dall’aver fatto all’amore, tutti i sogni furono cancellati, sbiaditi, inutili, come se non fossero mai esistiti. La guardavo e capivo d’essere profondamente innamorato di tutto ciò che appartenesse a lei. Fu soltanto nell’attimo esatto in cui capì che dormiva che sentii cadere il cielo addosso all’improvviso, come quando giunge inatteso un temporale estivo. No, non amerò più, è deciso, ci ho pensato, ci ho rimesso tutto me stesso, è inutile farsi del male inutile, del dolore senza mai una fine. Non ci riesco a scopare e andar via da un letto dove prima di arrivarci ci ho messo il Cuore. L’ho amata coi gesti, oltre che con le parole, oltre me stesso ma a nulla è valso. A nulla. E se devo tornare a morire, allora ci resterò già in questo mare, voglio restarci annegato. Perchè, anche se solo per qualche istante, io l’ho amata, l’ho sentita viva dentro, come la brace, come la lava, come un fuoco d’un incendio che non puoi domare. Non sempre si ha la fortuna di amare ed essere amati anche solo in un bacio, davvero quell’istante può essere il “per sempre” di cui le mi aveva sempre promesso e giurato.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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