#piccoleStoriediAmore

FIORI

Le accarezzavo la pelle, era seta sotto le mie mani, frusciava con quel suono leggero come fosse un delicato fiore di velluto, col gambo piccolo e apparentemente fragile, scosso dal vento. Le sue mani affusolate, le sue gambe scolpite e forti, le sue labbra delicate e rosse dove posavo i miei baci, infuocati come sole che muore all’orizzonte sul mare.
Le mani affondavano, s’inabissavano nella sua caldissima bianca carne, scomparivano tra i flutti dei suoi dolci gemiti, il silenzio era rotto dagli schiocchi dei nostri baci, piccoli vascelli in balia delle tempeste perse sul mare del suo ventre. Fuori era notte fonda, caldo umido, chiasso e vociare della gente per strada appena percepito mentre noi eravamo in viaggio tra l’inferno e il paradiso, andirivieni senza tregua e sosta che cullava le nostre Anime mischiate come spume di onde annegate nel mare.
Ad ogni mio bacio Lei con i suoi occhioni ne chiedeva uno in più, ad ogni mia carezza, ad ogni mio nutrimento, la sua Anima ne chiedeva sempre uno in più. No, non era egoista. Voleva e desiderava tutto di me, sapevamo entrambi che ogni respiro le apparteneva, io ero lì per Lei, per Amore. Lei era il mio giardino di Rose.
E Io ero tutto ciò che desiderava.
Ero soltanto il suo Amore.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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