mare

Io non mi poggio su nessuna bocca

Te lo giuro

Non ci sono fianchi da scolpire

Ne bocche da sfamare o da nutrire.

Nelle mie mani

In questo buio immenso e profondo

Ci sei tu, ancora tu

Che mi respiri sul collo

Perchè sento nel profondo che amo solo Te

Ti accarezzo ogni istante

Ti desidero parlare per stringerti e tenerti

Amo i tuoi occhi e le tue labbra

Amo ancora tutto di te

Anche la gelosia e la rabbia

Tu sei e vivi in quello stesso identico A_mare

Che porto stretto nel Cuore

E non sono un marinaio dalle mille città

Il nodo non lo sciolgo senza Te.

C’è scritto ‘per sempre’,

Il tuo nome.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

lei.jpg

L‘Anima guarda i chiarori dell’alba

Arrivano le prime luci del mattino

Illuminano i volti di due piccole donne

Poggiano i raggi un pò dovunque

Rovistano nei pensieri

Trapassano gli occhi persi

E si fermano sui disordini nel Cuore

E nel giardino nascono nuove rose e spine.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

lei

“La notte ti porta malinconia, fa sentire nelle vene la pioggia scendere giù dal tetto che lentamente cade sui vetri, goccia dopo goccia. Permette di sentirti al riparo, chiusa in casa e nello stesso tempo ti avvolge in una insolita solitudine come fosse una insopportabile morsa al cuore.
Come se mancasse qualcosa, come se mancasse qualcuno che ci prenda e porti via, lontano da noi stessi.
La notte, quando piove la malinconia, ti accorgi che ti mancano i baci, come se mancasse il respiro che ti gonfia i polmoni e sollevasse il tuo petto. Come se mancasse sul tuo collo nudo una collana di bianche perle ad ornarti l’Anima che si sente sola.
E mentre fuori la pioggia cade, l’Amore batte inutilmente dentro, ti farà sentire come smarrita nel buio che cala sulla pelle e porterà via il calore di quelle infinite gocce di baci che desidereresti cadessero su ogni più piccola parte di Te.”

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

grano.jpg

Era estate, una estate di fine anni ’70.
Ci conoscevamo da anni, da ragazzini.
Lei Aveva uno sguardo dolce e sincero, severo e fiero e negli occhi aveva già scritto che voleva lasciarmi. Voleva farmi paura, intimorirmi, svestirmi e denudarmi dalle mie stupide certezze per sentire e capire cosa portassi nel mio cuore, nel petto. Desiderava tenermi stretto a se, legarmi alle sue labbra, incatenarmi follemente alle sue mani che camminavano su di lei, a cercarla in ogni centimetro di pelle come la pesca e raggiungere il suo viso fino ai suoi dolci capelli selvaggi e sciolti sugli occhi profondi e belli, come due soli rilucenti sul mare. Eravamo innamorati da morir, a scambiarci l’Anima come fosse l’ultimo lungo lentissimo ballo, stretti a sentir il suo cuor nel mio, poggiati l’uno sull’altra.
E il grano cresceva e diventava biondo arrossito al sole di mezzogiorno, mentre Lei si scioglieva e mi spogliava oramai dalle mie nuove timide insicurezze. Non voleva che fossi uno come gli altri, che le rubavano la felicità. Voleva l’Amore, quel dono sincero e prezioso che nessuno le aveva mai dato.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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lucchetti

Amanti

Cercano le more e le rose

I loro cammini sono su strade di vetri taglienti

Attraversano deserti dell’anima

Conoscono le spine nei loro cuori

Imparano a conoscere prima se stessi

Riflettono immagini di se sull’altro

La paura di scoprirsi troppo

Ma oramai è già tardi

Il corpo cammina nel fitto Roseto

Vogliono leccare gocce di sangue

Assaporare il piacevole dolore dell’altro

Per trovare quel pezzo mancante a se stessi

L’unico senso è quello imposta dalla vita

L’unione dei corpi

Le danze iniziano con un bacio negli occhi

Per tenere strette le anime a far l’Amore.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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siga

A volte basta un bacio

Per conoscere e sapere sull’amore

Sentire sulla pelle di aver ricevuto e amato

Doni infiniti, valige di sogni e viaggi

Dispersi nelle cento stanze del Cuore.

A volte basta una sigaretta

Che si consuma nella sua lenta fretta

Per intuire di aver vissuto abbastanza

Senza aver mai chiesto elemosina alla vita.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

mani

Lei
Desideri del tepore d’una casa e di caldi sorrisi
Baci sul collo come orme sulla spiaggia
Passione spinta nell’aorta per giungere al suo Cuore

Lei
Mani sprofondate nella vita fino alla sua carne
Labbra poggiate nell’Anima mentre scrivo sui seni
Abbracci stretti tra le mani e sentirci meno soli

Lei
Oltre paradossi contraddizioni fiumi di parole
Più di ogni mia Poesia
Lei che vive e batte nel mare infinito del Cuore.

 

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

due

Quella notte c’erano tuoni e videro fulmini,

Una tempesta di sensi esplose tra loro

Uragani di emozioni lacerarono i cuori

E nel bel mezzo della tempesta

Furono presi dal vento della passione,

Fecero all’amore senza trattenere impeti,

Presi dal furore del desiderio,

In maniera totale e irreversibile

Erano immersi e persi nelle loro maree

Un’onda nell’onda,

Travolti nei sensi

Fino al sopraggiungere dell’alba,

Finalmente abbracciati nell’Anima

E stremati dal quell’irrefrenabile ardore.

*Stefania Palamidesi & Giuseppe La Mura* lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

due

Nel silenzio d’un bacio

In quel sacro luogo

C’erano due labbra poggiate su una rosa

C’erano i piaceri che nascevano sulle spine

Percorrevo il suo collo nudo, avido

Dove assaporammo l’ingenua felicità

Prima che sopraggiungesse la tempesta,

L’Amore.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
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