#piccoleStoriediAmore

vasca

Solo il silenzio rompeva i pensieri che scuotevano il buio di quella lunga notte. Nella stanza c’ero io, sola, persa negli attimi che avevo appena vissuto con Lui e che non lasciavo andar via per riviverli nel Cuore. Mente densa di miele, piena di parole e baci, di carezze e succose gocce intrise di gioia e d’umori presenti sulle mie dita, quasi a voler continuare a scrivere nei miei pensieri intimi i nostri attimi infiniti di complicità, amore, passione, tenerezza.
Folle, bisognava soltanto chiamarlo folle e immensamente vero un Amore che ci univa fino a farci sentire un’unica Anima in un unico corpo.

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

sola

“Erano oramai almeno due anni che non c’erano più stati contatti tra me e lei.
C’erano voluti mesi prima che mi riprendessi brandelli dell’anima stracciati da una relazione impossibile. Però c’ero riuscito, passo dopo passo e con un prezzo da pagare salatissimo, iniziando a scrivere stati d’animo, facevo introspezioni e mi liberavo dai miei sensi di colpa, dalle mie insicurezze e fragilità, analizzavo tutti i miei errori, tanti troppi, che non riuscivo a portare dentro, pesanti fardelli che intaccarono pesantemente la mia coscienza. L’Amore c’era stato ma era malato, altrimenti non sarebbe stato distruttivo per entrambi. Lo intuivo sviscerando e scrivendo di me stesso e iniziando a conoscere, ad accettare i miei nuovi limiti, cominciai a scrutarmi ancora di più dentro l’anima, i miei pensieri e cosa avessi nel cuore. Distruggevo muri e spianavo nuovi orizzonti, mi riprendevo ciò che non ero più attraversando in solitudine il mio deserto freddo dentro.
Oggi, dopo due anni di assenza, con un pretesto banale per ricontattarmi, lei voleva riparlarmi, donna ferita triste perchè innamorata di un uomo che non la ama. Non c’eravamo lasciati da amici. C’eravamo distrutti. Lei era già stravolta dall’alcool e il mio errore fu quello di lasciarmi incenerire la vita, credevo di poterla aiutare. Non puoi aiutare chi decide di sprofondare. Al massimo ti trascina dentro il suo inferno, ma io non lo sapevo.
E quindi oggi non ho avuto esitazioni, le ho detto di no. Bruciano ancora quelle ferite quando lei ci mette la rabbia mista all’alcool. Non ho permesso prima di tutto a me stesso che possa intromettersi e rubarmi nuovamente l’anima, rifare gli stessi vecchi errori.”

Giuseppe La Mura lug 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web