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Lei: E fu così che per una sera sola, Una sera alla volta… Lei, come Alfa che decide per un estro di cui non è responsabile, gli si pose di fronte, fra candele sparse a caso e odori indefiniti di incensi pesanti e menta selvatica. Vestiva poco, di gocce non asciugate dopo la doccia, miste ad un sudore nuovo, profumato di talco. E di una camicia di garza bianca che le aderiva come a una ferita, lasciando aperto un varco stretto, poco accessibile, nel centro del suo corpo, Timido e Audace come l’animale che la abitava.

Lui: Era stupenda ai miei occhi. Mi guardava e spogliava dalla pelle nuda le mie emozioni una ad una. Crollai davanti al suo corpo caldo e nudo. I seni gonfi erano approdo per il mio sguardo. Mi avvicinai, la poggiai sul letto. Lei delicata Rosa aprì il suo fiore intimo, le spine nel Cuore e uscivano gocce d’Amore, intravidi la fessura, l’accesso al suo mondo. Leccai le sue gocce di rugiada, posate sul caldo fiore. E ci trovammo a far l’amore.

Noi apr 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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