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Il Dolore

Chi lo conosce già da tempo

Ha imparato ad ingoiarlo

Goccia dopo goccia

In assoluto silenzio

Una preghiera

Rivolta a nessun Dio

Fino ad ubriacarsi

Affogarsi

In mille rivoli di stupide lacrime

A non sentir più le emozioni nel Cuore

Trafitte dalle spine nate tra le vene e l’Amore.

Giuseppe La Mura gen 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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tette

Mi lasciai condurre dalla sua mano

Tremava

E la posò sui suoi dolci seni

Piccoli vulcani dormienti

Richiamavano istinti primordiali

E mi condusse

Alle sue fonti segrete

Lasciò che saziandomi di Lei

Dimenticassi le guerre

Le brutture di questo squallido mondo

E

Caddi

Nello strapiombo dei suoi occhi profondi

E lì rimasi a perdermi

Ad amare in silenzio la sua Anima.

Giuseppe La Mura gen 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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La notte

É uno spazio vuoto

Una voragine da colmare tra due albe

Come la forza d’un bacio

Che ti sazia d’Amore in perenne bilico

Sospeso sul baratro buio del tuo Infinito

Poggiato tra l’Anima e le carnose labbra.

Giuseppe La Mura gen 2017
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web