#piccoleStoriediAmore

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Entrarono nell’albergo e gli unici rumori che si sentivano in quella stanza buia erano quelli dei vestiti che scivolavano giù, il fruscio delle camice che sfilavano dalla pelle, il canto delle lampo che venivano giù a rompere quel silenzio irreale riempito di caldi gemiti. Era eccitante sentire quella sinfonia prima che facessero l’amore. E i baci, ah quei baci a leccare e assaporare la pelle facevano tutto il resto. Quella era la parte migliore perchè l’eccitazione era all’apice, era come scartare un dono prezioso, rubare il tempo, la vittoria della vita sulla morte, era vittoria su tutto e tutti, era sacrificio e sudori.

Giuseppe La Mura nov 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

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-“ma che hai oggi, sei distratta, non presti attenzione, ti parlo e non mi ascolti, rispondi a vanvera, a volte fissi il vuoto e sei sempre nervosa, smaniosa, insofferente. Hai sicuramente qualcosa che non va, ti conosco fin troppo bene. Dimmi, se ti va di parlare”-

-“si sto nervosa, un nervoso che neanche t’immagini. E purtroppo a volte fai scoperte interessanti su chi hai al tuo fianco.
Scopri cose che mai avresti pensato. E noti, subito dopo la delusione che t’ha investita come un vento freddo e gelido in faccia, l’ipocrisia di quella persona.
L’ipocrisia è una di quelle malattie che s’insinuano nei rapporti simile alla gelosia. È devastante, provoca nausea, rigetto, insofferenza, smania, voglia di toglierti dal cuore quella malattia, voglia di eliminare dagli occhi quella persona ipocrita.
Hai presente quando ti si rompe e infila uno slip rotto tra le chiappe? Ti si rompe mentre cammini tranquilla con il tuo intimo che all’improvviso ti tradisce e tu lo devi sopportare fino a quando puoi finalmente liberartene? Spesso aspetti fino al tuo rientro a casa prima di gettarlo e ritornare a sentirti libera.
Ecco l’ipocrisia che mi fa star male e che comunque devo sopportarla.

Giuseppe La Mura nov 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

lui

Fammi sentire unica

Come l’ultima alba del mondo.

Non cadrò mai dal tuo cielo

Nemmeno se fossi l’ultima Stella dell’Universo.

Fammi sentire l’Amore sulla Pelle

Dammi senza paure tutto il tuo Cuore

Spazza i dubbi, fammi ridere, lasciati Amare

Voglio far l’amore incondizionatamente.

Giuseppe La Mura nov 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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E tutti siamo stazioni e viaggiatori. Chi paga per la prima classe ma è costretto alla seconda, chi imbroglia e scrocca a gratis, chi non ha soldi e aspetta treni folli, chi non vuol più viaggiare, chi ruba valigie, chi s’ubriaca nei bar, chi va a puttane e perde l’unico treno.
Ma prima o poi andremo tutti, ma proprio tutti al diavolo o a quel paese.

Giuseppe La Mura nov 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

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Che poi ci si affezioni così tanto da starci malissimo se l’Amore decide di andar via sarà perchè non vorremmo più che in quello specchio della nostra Anima, che conosce talmente bene i nostri difetti, si specchiasse un altra persona, un altro Amore. Perchè siamo unici nei nostri difetti e non ci diamo pace sul perchè la persona che stava con noi decida di cambiare r amare altri difetti, dimenticando i nostri.
E allora cadono gocce di coscienza che fanno male perchè sono dure come sassi, sono le lacrime dell’abbandono.

Giuseppe La Mura nov 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web