gambe

Attimi di solitudini

In quei silenzi noi ci incontriamo

E accarezziamo i corpi muti

Martoriati da cicatrici indelebili

Ma ci soffermiamo sugli ultimi squarci

Quelli inferti dagli Amori

Quelli non vissuti

Quelli impossibili

Gli Amori malati che si spengono lentamente.

E allora negli squarci

Cerchiamo la luce

La sorgente di quell’Amore

Che sgorga senza pudicizia

Così come quando nasce il Sole

E Io e Lei Baciamo e nutriamo noi stessi

E nei luoghi dove muore uno stanco Amore

Nascono nuove Passioni

Leccando i nostri precedenti errori.

Giuseppe La Mura set 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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