#piccoleStoriediAmore

Trascorro la mia vita ad amare, a sentire l’odore dell’amore, ad assaporare le lacrime, i sogni interrotti, le giornate fatte di sole e di pioggia, i capelli e la brezza del vento, il mare il freddo il gelo il calore bollente. Il dolore pungente che che fatto di spine, penetra nella carne, straccia le vene, bagna e si nutre del rosso sangue. Amare, sempre amare, come se oggi fosse la fine del mondo e vorrei soltanto baciare, al diavolo, al cesso Ferradini con la sua canzone Teorema, teorema del cazzo maschilista e stronzo aggiungerei. Giusto o sbagliato che sia è l’unica cosa che mi resta anzi, è l’unica cosa fottutissima che voglia ardentemente fare, Amare, tra l’Anima a pezzi e queste piccole note scritte che lacrimano tra gli occhi e le malinconiche solitarie dita. L’Amore e Io, due Amanti che si cercano e non si incontreranno mai.

Giuseppe La Mura lug 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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buio – 11 mar 2015 (spleen et ideal)

Restare
Svegli nel cuore della notte…
Ascolto
L’Anima inquieta
Che batte alle porte
Della Vita…
Che subisce inorridita
Il Male…
Solo l’Alba
Riporterà un apparente equilibrio
Con Morte…
La Notte seguente…
Il buio ripiomberà…
Tutto rinascerà…

Giuseppe La Mura mar 2015
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

sedia

Dell’Amore conosco le facce delle sue intime fragilità. Ti sfiori il viso, ti accarezzi i capelli, sorridi nervosamente, ti mordi le labbra, intrecci i piedi. Brillano i tuoi occhi e splendono di luce propria mentre la Tua Anima gira intorno la mia cercandola, sfiorandola, carezzandola, gioca a nascondino. Sei stupenda, quando entri nel bosco, di notte, in cerca del lupo che da qualche parte è dentro di Te e annusa la Tua immensa Anima, simile alla sua.

Giuseppe La Mura lug 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

#piccoleStoriediAmore

due

Quando m’innamorai di Lei, sapevo benissimo chi fossi io davvero. Poi dopo i suoi occhi, le sue labbra, le sue gambe, i suoi seni, le sue mani poggiate sul mio corpo capii che non mi conoscevo affatto. Mi ritrovai ad essere un perfetto sconosciuto, ero pazzo da legare. Le sue labbra erano fuoco sulle mie e mai niente e nessuna mi aveva fatto questo effetto meraviglioso. I suoi occhi mi conducevano sul precipizio e io mi ci tuffavo dentro. Ero completamente cotto e innamorato di Lei che la ritrovavo dovunque. E nei sogni noi facevamo l’Amore che sembravano veri. Io l’amavo ma oggi l’amo ancora di più.

Giuseppe La Mura lug 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web