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La sofferenza è l’unico sentimento vero, nudo, crudo, non è un’idea o speranza perchè non condivisibile. Ognuno ha i suoi bagagli di sofferenza, inspiegabili, irrazionali, illogici eppure tanto ragionati in quei fitti dialoghi tra la mente e il cuore. La sofferenza fa restare soli, è alienante perchè non ammette l’altrui ignoranza. La sofferenza non è egoismo, se qualcuno chiede aiuto sono lì a versare e condividere le poche gocce di vita. La sofferenza è un piccolo fiore cresciuto per un beffardo destino sotto le sferze del vento, dell’amore. E c’è chi sceglie di vivere nella propria perenne sofferenza per non condividerla, per non far soffrire altre persone inutilmente.

Giuseppe La Mura 21 mag 2016
Diritti Riservati 2016

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Vorrei scriverti una lettera, una di quelle lettere che avrei voluto ricevere almeno una volta nella vita. La scrivo a te che leggi, la scrivo come se fosse stata indirizzata a me…

“Ciao, spero tu stia bene. È da tanto che non ci sentiamo. Sai ho avuto tanto da lavorare e da fare che non ho avuto il tempo di poterti mai scrivere due righe, pure ciao. Poi è piovuto e non potevo mandarti segnali di fumo, il fuoco s’è spento. Poi i due piccioni viaggiatori si sono innamorati e sono scappati via. Noi tutto bene, a parte i soliti acciacchi di Gloria e Vincenzo. Francesco ha perso il lavoro e Gianluca si è licenziato. Giustamente nessuno lavorava e lui s’era scocciato di lavorare per tutti. Ora trascorre le giornate al bar, con dei vecchi ubriaconi, ogni tanto va con una donna e insomma s’arrangia pure lui. Certo i soldi ci mancano e la voglia di lavorare anche. Per carità tutto quello stress, ci stavamo ammalando. Comunque il resto tutto tranquillo a parte che siamo senza auto, non possiamo permetterci manutenzione, assicurazione, bollo di possesso. Ma abbiamo tutti i cellulari ultima generazione, ma senza soldi altrimenti ti avrei chiamato e anzi ti volevamo chiedere un favore grande che dolo tu puoi farci. Questa lettera l’abbiamo comprata con gli ultimi spicci che erano rimasti. Insomma volevamo………”

No, non era questa la lettera che avrei voluto ricevere e scriverti. No, purtroppo le scelte di vita prendono sempre la strada sbagliata, la strada non desiderata e accade anche nella fantsia. Ci proverò la prossima volta a scriverti che ti amo.

Giuseppe La Mura 21 mag 2016
Diritti Riservati 2016

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Tu eres como un soplo
Un pequeño rasguño

Mencionado en los labios .
Probé mi sangre

Usted tenía un regusto amargo, sabe de amor .
Y lo mucho que le gustaba

Giuseppe La Mura 21 mag 2016
Diritti Riservati 2016

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Sono venuto a sentire i canti dei tuoi occhi
Avevo una gran voglia di star solo
Di ascoltare in silenzio le parole del tuo mare.

Eri lì davanti ai miei occhi chiusi
Vedevo l’inizio e mi spaventava la fine
E la tua brezza era accogliente, fredda e sincera

Posai l’orgoglio sulle onde del mare
Accecate dai bagliori di mille inutili parole
Bruciate dall’inutile sale, le posai sulle tue ferite.

Avevo il cuore in gola, annaspava
in estasi tra morire e l’assaporare le tue labbra
Erano piccole delicate turgide di brina d’Amore

Era una bella giornata di inizio primavera
C’eri tu io la spuma le onde blu nei tuoi occhi
C’erano labbra, Carni e Anime in bilico tra le Onde e Amore

Giuseppe La Mura 21 mag 2016
Diritti Riservati 2016

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Dunque dicevamo il sole la luna il mare le stelle, le canzoni, le poesie, i libri, le notti insonni, il cielo, il blu, il rosso, il nero, chi vince e chi perde, l’estate, gli amori, etc etc etc.
Ma il motore di tutto ciò è Istinto, è l’istinto che governa il mondo, il mio piccolo mondo, con le sue piccole leggi  perso nella tua infinita galassia di amori e umori, di carni e passioni, di amori e tradimenti, di guerre tra lenzuola senza mai pace. Ed io in mezzo ai tuoi fuochi già brucio, per un sussulto. Che disastro sono ma non è colpa mia. Sono Uomo e uomo, errato, sbagliato dalla nascita perchè do retta al mio stupido istinto. È l’istinto che porta i miei occhi, chiusi, ad attraversare le tue curve, è l’istinto che mi prende la mano e la poggia sui tuoi fianchi, è ancora l’istinto che mi porta ad appoggiarti il naso sul collo per annusare e assaporare l’odore della tua pelle. È ancora l’istinto a spingermi a pensarti, sempre, in ogni istante, a cercarti tra le sottilissime ragnatele intessute di fili trasparenti e di inituli pudori tra le tue carni. È istinto che voglio morire assaporando il veleno che hai sulle tue labbra.
È solo istinto, puro, vergine, casto, un vento freddo di maestrale che mi spinge lieve, labile, tremulo, avido a Te. È solo istinto sognare i tuoi seni e le sorgenti semichiuse dove nascono già lascive le tue istintive paure, uguali alle mie.

Giuseppe La Mura 21 mag 2016
Diritti Riservati 2016