curve

Ero lì sul ciglio della strada
sulle curve pazzesche
tra la mente e il cuore
hai lasciato che mi riprendessi
hai permesso di restare in piedi
per continuare a camminarti al fianco
ma ho perso la fiducia
rallento
penso
mi raggiungono quei caldi brividi
che avevo provato riscaldandoti il sangue
freddo per come ti sentivo io
per come mi dicevi tu.
hai permesso al mio cuore di lasciarmi andare
di lasciarmi camminare sul tuo corpo
hai permesso a questo stupido cuore di innamorarsi
di accendersi dopo anni di freddezze e pugnalate.
ma all’improvviso
lì sul ciglio
sul burrone del mio cuore
ho sentito di nuovo freddo
nelle gambe pesanti
che inciampavano negli stagni limacciosi
del tuo dannato corpo
che non era più abitato da un cuore.
ho provato a darti il mio
follemente pazzamente incautamente
solo per amore.
ma lì su quel ciglio ho capito che non t’importava nulla
del cuore dell’amore delle parole dei baci.
sono annegati nelle tue paludose acque sporche
intrise di vendette cospirate nei letti misfatti
di distratti cuori infranti da altre misere storie.
che tristezza che siamo
che pena e rammarico questa vita
scandita da alti princìpi
che ognuno di noi genera da egoistico desiderio di passione.
tutti vorremmo volare
tutti o quasi precipitiamo inesorabilmente
chi cade tra spine di rovi senza rose
chi s’ibriaca d’amore e muore
chi s’uccide l’Anima per gelosia
chi ammazza il desiderio con la ragione
chi incolpa se stesso
il suo maledetto cuore
che non sa più volare

Giuseppe La Mura gen 2016
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web