#piccoleStoriediAmore

sguardo1

-“mi spieghi cos’è la sensualità, per te? Io sono sensuale secondo te?”
La fissò nello sguardo, stupito da quella improvvisa domanda. Erano in casa, fuori pioveva, lei distesa sul divano mentre lui, come al solito, leggeva.
Un accenno, un maldestro sorriso ma lui sentiva uno strano rumore nella testa, un presagio, era un tuono in lontananza, un preavviso di imminente tempesta.
-“Si Amore, sei sensuale”-
Rispondendo secco e deciso, pensava di farla franca, mettere nel sacco, scacco, briscola, partita vinta, sfoderando superficiale gentilezza e garbo e dimostrandole di tenerci alla sua Donna.
-“ehi non ci provare a liquidarmi più così, e non darmi risposte filosofiche tue solite, il mare, le stelle, il sole, e tutto il firmamento. Voglio la verità, parlami, dimmi tutto, ma proprio tutto.”
Gli occhi le brillavano, luccicanti, parlavano, silenziosi e infuocati mentre mi guardava, mi sorseggiava nei gesti, sentivo sotto processo ogni piccolo passo. Allora mi alzai, andai in camera da letto e presi le sue calze, quelle con le autoreggenti che aveva indossato fino a pochi istanti prima e tornai in salotto.
Seduto di fronte a Lei portai le calze alle mie labbra, vicino al naso e le dissi chiudendo gli occhi: “quando non ci sei, ti cerco qui in casa e ti respiro, ti vivo, ti annuso ovunque. Sento il profumo della tua pelle su queste sottili calze, il tuo calore poggiato su di esse e immagino a quante volte le avrai sistemate durante il giorno, alle volte che avrai poggiato la gamba, sollevato appena la gonna e tirate su con delicata precisione, fino ad allinearle alla perfezione. Guardo il tuo rossetto e immagino quando disegni quella linea sottile rossa della passione, mentre ti mordicchi appena le labbra per togliere le più piccole sbavature. Ti osservo in silenzio quando trovo le tue scarpe lucide nere accanto al letto, una in piedi l’altra sul fianco, ricordo la sera prima, la nostra cena, l’ora tarda. Quel tuo dito sul bordo del bicchiere per recuperar la goccia di vino mentre indifferente portavi il polpastrello gentilmente sulla bocca. Sembrava facessi l’amore con quella goccia di vino.
Ti immagino dietro ai vetri opachi e fumosi della doccia. Ti muovi delicata sul tuo corpo, lo accarezzi, ovunque, è un rito magico, una danza dove la musica la ascolti solo Tu, mentre guardandoti, immagino quale spettacolo sarebbe il vederti oltre quei vetri…
Sei sensuale Amore mio, sei sensuale e non lo sai. In ogni piccolo gesto che fai, in ogni attimo che non ci sei, tutto mi racconta di te. E la sensualità secondo me è….”-
-“shhhhhh…risparmiami l’onda che arriva da lontano, risparmiami il mare. Abbracciami, stringimi, baciami, mordimi annusami … mi hai fatto venire una pazza voglia di amare”-

Giuseppe La Mura ott 2015
testo: copyright legge 22 Aprile 1941 n°633
photo: Web

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